Il giorno X di Panoramix parte V

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Segue la quinta puntata de “il giorno X di Panoramix”. Storie fantasy dove la realtà supera la fantasia… Nei Venerdì che seguiranno leggerai il seguito della storia.

 

Avvertenze:  si avvisano i lettori che per i contenuti della storia, è consigliata la lettura ad un pubblico giovane e sognante. Gli adulti possono leggerla ma accompagnati dai propri figli. (N.d.r.)

 

VITA, OPERE, DETTI MEMORABILI E MIRACOLI

DEL GRANDE FRATELLO

FRAMMENTO QUARTO

Sesso e Libertà Federale

Il Grande Fratello era noto in tutto l’orbe terracqueo, e i 35 canali satellitari della sua rete televisiva “Occhio Vigile e Amorevole del Grande Fratello”, tutti indipendenti (da altri), lo avevano liberamente sempre proclamato, come un puro idealista che aveva dedicato tutta la sua esistenza alla liberazione morale e materiale del Popolo Federale.

Giustappunto per questo scopo, spiegava il più attendibile e incorruttibile cronista del tempo, Libero Remunerati, in un dotto e documentato saggio, “Vita, Opere di Bene e Detti Memorabili del Grande Fratello”, aveva raccolto le sue immense ricchezze, con metodi definiti tuttavia poco edificanti e di natura predatoria, dai suoi livorosi detrattori politici (tutti poveri in canna, recitava un pamphlet messo in giro dal Dipartimento Diffamazioni del Ministero della Verità Abilmente Dissimulata, e pertanto chiaramente mossi da invidia).

Dai quali metodi, comunque, il Privato e Santo Confessore, padre Cristombolo da Arcore, lo aveva emendato con l’undicesimo comandamento federale “omnia munda mundis” che, tradotto poi nella “vulgata padana” diceva pressappoco così “fai pure i comodacci tuoi, chè tanto i tuoi ammaestrati e ben collocati legulei sapranno organizzarti adeguati ordinamenti”.

La fede incrollabile che il Popolo Federale e Verde riponeva in Lui era vieppiù accresciuta dalla fama, ormai leggendaria e che aveva già oltrepassato i confini della Nazione Federale Verde provocando risentimenti e invidie di altri potenti Capi di Stato protagonisti di analoghi episodi boccacceschi ormai storicamente affermati e consolidati per fama, dell’intensa attività amatoria che di Lui si favoleggiava.

Questa fama, costituita da un iniziale venticello che sull’onda dei “si dice” aveva acquistato forze nell’andare gonfiandosi sempre più, non dispiaceva affatto al Grande Fratello che anzi la favoriva a tal punto da aver dato incarico al  Ministero per l’Immagine e il Culto della Personalità di costituire un riservatissimo e segretissimo Centro Studi Diffusione Attività Amatoria e Sessuale G.F. con il compito di approntare una obliqua campagna che abilmente incrementasse la bavosa ma redditizia curiosità del popolo. Ne sortì un primo effetto: cominciò a circolare, dapprima nei porti e angiporti, quindi in ambienti via via più nobili, un secondo appellativo ufficioso, ufficialmente non riconosciuto ma comunque gradito, di Grande Mandrillo.

Ma la vera nuova filosofia, nata dai lunghi conciliaboli degli specialisti che costituivano il nerbo pensante e scientificamente qualificato del Centro Studi (sessuologi, maniaci sessuali, latin lovers, erotomani), impose una svolta epocale: le Porte del Potere dovevano essere aperte o almeno socchiuse al genere femminile, massimamente a quello connotato da evidenti attributi fisici o da compiacenti disponibilità.

Il genio incontenibile del Grande Fratello comprese immediatamente l’importanza di questa innovazione, che d’altra parte assecondava una sua vantata già naturale inclinazione: in un memorabile proclama al popolo, liberamente tenuto a sedersi innanzi agli schermi giganti dei Televisori Pubblici per le Apparizioni del Grande Fratello, annunziò la creazione di un nuovo Ordine delle Cose dell’Impero, la Risorta Presenza della Donna.

Da quel momento la presenza femminile, fino ad allora sotterranea e sussurrata, esplose in tutte le manifestazioni pubbliche governative. Il Grande Fratello, personalmente, si impegnò senza risparmio nella promozione pubblica del genere femminile, lasciando intendere che a quella privata provvedeva da sé da tempo, osannato per questo dai seguaci .

Ballerine, veline, comparse televisive, fanciulle onorate, vispe matrone stagionate, pettorute ufficialesse dell’Esercito della Salvezza, tutto un universo femminile cominciò ad animare giornali, telegiornali, cerimonie ufficiali e ufficiose…

Ludmilla Sullepunte, “étoile” del teatro Nuovo Bolscioi di Lodi, fu nominata Ministro Senza Portafoglio (nel recarsi alla cerimonia di investitura le era stato sottratto da un borseggiatore ipovedente in un bus dell’ATAR Azienda Trasporti ad Alto Rischio), con delega ai Sollazzi Privati degli Illustri Ospiti Stranieri, per i quali si esibiva, acconciamente svestita, in una conturbante Danza del Ventre Obeso, provocando talvolta pericolosi turbamenti negli equilibri politici internazionali per le vivaci manifestazioni di apprezzamento suscitate.

Per esaltare e valorizzare il ruolo della donna, in una notte d’insonnia fomentata da abbondanti libagioni di Coca Cola, il Magnifico Cervello (altro titolo onorifico di riserva) creò il Dicastero delle Giuste Differenze, per promuovere il visibile differenziale anatomico della donna rispetto al maschio, di qualsiasi genere esso fosse, in modo da evitare spiacevoli fraintendimenti nelle occasioni di incontri ravvicinati: fotografie artistiche, passerelle televisive, documentari scientifici, interviste a impegnate fornitrici di favori al colto e all’inclito, assorbirono in breve tempo il budget disposto dal pur accorto Ministro del Disavanzo, a suo tempo frequentatore assiduo di case ormai chiuse e di libere passeggiatrici, e quindi in grado di quantificare esattamente, per personale esperienza, i costi.

Onde parare il colpo di eventuali e impreviste catastrofi naturali (terremoti, maremoti, temporali, uragani, tempeste di sabbia provenienti dal Sahara, cedimenti improvvisi di ponti e altri manufatti pubblici), sempre in una notte d’insonnia dovuta questa volta ad un coitus interruptus che lo aveva colto durante un amplesso ministeriale con la responsabile del Dicastero Attività Socialmente Utili, Donata Alpopolo, ebbe la folgorante intuizione di un Ministero di nuovo conio, il Ministero delle Previsioni Infondate, affidato alla irresponsabilità divinatrice della fallace Maga Adalgisa Nonsisammai, professionista un tempo regolarmente iscritta all’Albo Professionale Maghi, Indovini, Lettori di Mani e Altre Parti Anatomiche, ma successivamente espulsa e diffidata dal proseguire abusivamente l’attività avendo essa, in deroga a quanto previsto dal Codice Deontologico della categoria, indovinato un terno al Lotto.

Per inciso, a proposito del Lotto: trattavasi di un antiquato gioco in auge nella nefasta Epoca Repubblicana, residuo medievale che il teorico Federale delle Attività Goderecce giustamente abolì in quanto foriero di dissesti finanziari nelle famiglie dei laboriosi cittadini, sostituendolo con il “Rubamazzo” che, oltre a non costituire pericolo per l’economia delle valli federali, manteneva sveglie le menti degli onesti lavoratori affaticate dal quotidiano impegno di portare a casa il lesso.

In occasione delle periodiche Feste Elettorali del Ricordo, il Grande Fratello aveva da tempo istituito la norma di inserire, nelle liste degli innumerevoli partiti politici che egli stesso magnanimamente creava per dimostrare all’opinione pubblica e agli osservatori internazionali la libera democrazia permessa nel Suo Impero, un’ampia presenza femminile, candidando fanciulle appositamente addestrate alla bisogna nella Libera Scuola Propedeutica all’Attività Parlamentare “Grande Fratello”, le quali, dopo aver superato il previsto esame di idoneità, irto di difficoltà concettuali, ad esempio, la terribile prova circonferenziale 90-60-90 e la temutissima corsa piana dei 100 metri con obbligatori tacchi a spillo di cm.20, frequentavano lezioni di Vita Parlamentare.

Queste erano tenute, per motivi di budget, in una attrezzata residenza marina casualmente di proprietà del Grande Fratello, che spesso, non avvertito della cosa da qualche sventato collaboratore, si presentava en déshabillé in mezzo a loro provocando scompiglio e battaglia per mettere in evidenza ciascuna la propria preparazione e dotazione culturale.

Le Feste Elettorali del Ricordo erano fittizie tornate elettorali create con una geniale intuizione dal sullodato Teorico Federale delle Attività Goderecce per calmare le ansie della memoria degli anziani pensionati, orfani di quell’antiquato strumento antidemocratico dell’Epoca Repubblicana costituito dai “comizi elettorali” nei quali la presenza delle tante e diverse opinioni espresse dai contendenti, finiva per frastornare e debilitare i cosiddetti elettori, contrariamente alla nuova, attuale e geniale Costituzione Mobile attuata dal Grande Fratello, per la quale non è più necessario esprimere, con dispendiosa fatica intellettuale, il proprio pensiero, provvedendo a ciò, per tutti, con l’abituale spirito di sacrificio e abnegazione, il generoso Grande Fratello.

Il quale, non appena i suoi Acuti Osservatori degli Umori degli Anziani Pensionati avvertivano segnali di rimpianti dei vecchi riti pagani elettorali nel popolo e gliene davano contezza, con un generoso slancio democratico immediatamente commissionava al Ministro Per il Recupero del Consenso, la già nota canterina festivaliera Ugola Acuti, l’organizzazione di una Tornata Elettorale, quale che fosse: o Referendum per il Mantenimento delle panchine metalliche nei parchi pubblici in luogo delle ventilata sostituzione con altre in legno, oppure Elezioni Generali per la formazione dei Parlamenti di Condominio.

Nell’imperversare di questa Risorta Presenza della Donna avvenne però che, in un fatale giorno, non previsto, come previsto, dalla irresponsabilità divinatrice della Ministra Maga Nonsisammai, un casuale incontro ravvicinato del Grande Fratello, in tentata veste di Grande Mandrillo, con una innocente fanciulla in atto di sostenere l’esame di Licenza Media Inferiore in una sperduta scuola della campagna laziale, fosse sorpreso altrettanto casualmente da un locale paparazzo all’uopo inviato da un noto giornale scandalistico, mentre, in casuale costumo adamitico, offriva alla stupita fanciulla (preavvertita però dalla Segreteria Segreta del G.F.) un collanina di perline recuperata da un Uovo di Pasqua incidentato.

Le foto, che mostravano alla meravigliata e in parte indignata popolazione, la candida fanciulla in pose professionalmente corrette di calendari ma audacemente esposta, procace ancorché ingenua, fecero il giro della terra, da Nord a Sud, da Est a Ovest, e ingenerarono nell’opinione pubblica nazionale e internazionale, illazioni le più ampie, che andavano dai sospetti sempre più pesanti sulla moralità dell’uomo da parte dei soliti bacchettoni e oppositori politici, alle insinuazioni di scarsa virilità da parte di bavosi voyeurs già invidiosi della fama del Personaggio, delusi e traditi nelle loro aspettative, alle basse anche se velate accuse di abitudinarie frequentazioni e amicizie minorili.

Lo scandalo fu immenso, il dibattito animoso che si aprì tormentò i giorni e le notti dei pro e dei contro, la solidità dell’Impero sembrò vacillare…

Tutte le strutture e i collaboratori del Grande Fratello si impegnarono allo spasimo per risollevare l’Indice di Gradimento dell’Imperatore nei sondaggi, costituendo giustamente apposite Società che elaborarono in fretta compiacenti graduatorie che lo vedevano in abbondante vantaggio su tutti, calciatori, divi del cinema, cantanti, magnati della finanza mondiale…Sembrava tutto inutile, il Quoziente di Gradimento restava tragicamente basso!

Come un tuono improvviso di un temporale estivo, una voce giunse a interrompere quell’attesa spasmodica.

Una novantenne, ancora arzilla e ben portante, dal profondo e dimenticato sud del nord, si alzò a protestare per tutto quel mulinare di chiacchiere e supposizioni: in un’intervista rilasciata a “La Voce della Val Bisogna”, autorevole quotidiano d’informazione che usciva ogni mese a beneficio degli ottantaquattro residenti della valle, dichiarò di essere stata concupita e sottoposta a ripetuti tentativi di rapporti sessuali da parte di un uomo a lei ignoto al momento (riconosciuto poi nel Grande Fratello dopo aver assistito ad una serata televisiva nell’abitazione del farmacista del paese), rivelando poi che  lo stesso uomo non era mai riuscito a portare a termine l’operazione.

piangendo per lo sconforto, questi, in un momento di abbandono, le aveva infine confessato che ormai da tempo non riusciva nell’intento, quali che fossero le compiacenti partners, belle donne, esperte professioniste, giovani maggiorenni vergini…

Abbondantemente prezzolata dall’uomo, che le aveva imposta di non raccontare a chicchessia ciò che era accaduto (risultò poi alla Commissione d’Indagine allestita dal Governo Ombra dell’Opposizione Sempre in Agguato, che la teste era stata scelta appositamente: lontana,difficilmente raggiungibile)aveva taciuto per timore di violenze, fino a quando un abile cronista del quotidiano locale era riuscito a raccogliere voci e frammenti di verità e l’aveva costretta a parlare.

L’immenso potere mediatico del Grande Fratello, con i suoi 35 canali satellitari della rete “Occhio Vigile e Amorevole del Grande Fratello” e con l’acquisizione di 20 quotidiani nazionali e locali (compresa “La Voce della Val Bisogna”) riuscì a salvare l’Impero, ma non l’immagine dell’Imperatore.

Un grido angosciato ruppe il silenzio delle notti padane e si diffuse rapido e terribile nell’etere, gettando nel più nero sconforto il popolo verde:

“Il Grande Fratello è impotente!”

Giancarlo Chesi alias Panoramix.

Venerdì prossimo il seguito della storia.

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