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RITMIA® Musica fra suoni, gesti e segni

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ritimia1RITMìA® è un nuovo approccio ludico che si propone di avvicinare i bambini alla musica in modo spontaneo e divertente a partire dalla prima infanzia. (nella foto una lezione del metodo Ritmìa al Castello Sforzesco di Milano)  Il metodo, ideato dalla musicista Sonia Simonazzi all’inizio degli anni novanta, è stato pensato proprio per dare la possibilità di suonare anche a chi non conosce la musica. In realtà, ciò che ha dato il via alla nascita di questa pratica è stata la volontà di associare al gesto musicale, il rilassamento del corpo. Quasi sempre infatti chi suona, si ritrova ad eseguire performance con un corpo completamente contratto, che accumula tensioni muscolari e blocca di conseguenza una corretta respirazione. Rifacendosi alle ricerche condotte nell’ambito della disciplina dello yoga e ancora più a monte, alle teorie sulla bioenergetica di Alexander Lowen, Sonia Simonazzi elabora una pratica che permette di preparare il corpo a fare musica, consentendo alla persona di sentire pienamente l’evento sonoro, attraverso il gesto, le vibrazioni del corpo, del respiro e del fluire emozionale che tutto ciò implica.

ritmia2Quindi, il percorso di RITMìA® integra il fare e ascoltare musica con l’esecuzione di particolari movimenti del corpo, (nella foto un momento tratto dal workshop ad Atlanta) andature, posture e pratiche respiratorie, appositamente studiate per facilitare l’acquisizione degli elementi musicali di base e potenziare la capacità di rilassarsi, concentrarsi, ascoltarsi e ascoltare.  L’approccio metodologico di RITMìA® prevede che i piccoli scoprano gli strumenti musicali durante il gioco e inizino a manipolare i suoni che si creano dandogli lo stesso valore simbolico che attribuiscono spontaneamente ai loro gesti. In questo modo il battere ritmico di un tamburo non sarà più una successione di colpi ripetuti automaticamente ma diventerà un accompagnamento a particolari movimenti, sottolineando e rafforzando sensazioni e immagini.Si tratta di un metodo completo, in quanto integra l’aspetto musicale con quello corporeo e simbolico. Il gruppo diventa “un’orchestra in movimento nello spazio” dove i suoni dei singoli si intrecciano con quelli dei compagni per creare particolari effetti timbrici, strutture ritmiche e melodiche, combinazioni armoniche sempre più complesse:

arpson1un’esperienza musicale che si costruisce muovendo il corpo in modo consapevole e articolato, rispettando il proprio turno d’intervento, osservando in silenzio le proposte degli altri, ascoltando e discriminando attraverso la percezione di se stessi e del gruppo le varie suggestioni sonore. Con RITMìA®, fare e ascoltare musica anche a livelli elementari diventa un veicolo per convogliare emozioni e acquista valore di comunicazione artistica. Una peculiarità di RITMìA® è rappresentata dal silenzio. Così come la musica è caratterizzata da suoni e pause, ogni movimento del corpo è intervallato da particolari posture mantenute nel silenzio. Si tratta ovviamente di un silenzio carico di significati: a livello cognitivo, da modo a ciascuno di interiorizzare la parte ritmica e melodica eseguita attraverso il gesto e la vocalità, a livello fisico il corpo si riequilibra e permette di scaricare eventuali tensioni accumulate nella colonna vertebrale, infine, a livello emotivo, consente ad ognuno di trovare un momento per rielaborare il proprio vissuto.  Attualmente questo metodo viene proposto in più di 100 scuole distribuite sull’intero territorio nazionale ed è stato inserito fra i laboratori di Musica 1 presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università Cattolica di Milano. Esiste inoltre  una Scuola, giunta alla settima edizione (riconosciuta dal MIUR, dall’ USR Emilia Romagna, dall’USR Veneto, dal CSI e dal CONI), in cui apprendere la pratica e che ad oggi ha visto più di 140 iscritti e circa 50 esperti abilitati e accreditati annualmente. Il metodo RITMìA sta  riscuotendo interesse anche al di fuori dei confini nazionali: nello scorso mese di giugno l’ideatrice Sonia Simonazzi, si è infatti recata ad Atlanta, negli USA, per condurre un workshop con insegnanti ed educatrici. Questa esperienza ha portato sicuramente ad uno scambio arricchente e proficuo, in vista di una futura e più ampia apertura di ricerca-azione. Per ulteriori informazioni sul metodo si consiglia di visitare il sito www.ritmia.com

Elisa Vincenzi per Associazione Spazi Ritmìa

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