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Musica: scoperti 2 inediti Mozart

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mozartIl patrimonio musicale lasciato da Wolfgang Amadeus Mozart, da molti considerato il più grande compositore di tutti i tempi, è sterminato. La sua carriera di compositore è cominciata a 6 anni con il primo sonetto, ed è stata interrotta solo dalla morte prematura. Ma sembra che ancora non siano state catalogate tutte le composizioni del genio austriaco. Dopo il ritrovamento di uno spartito inedito in uno sperduto archivio francese nello scorso settembre, oggi la Fondazione Internazionale Mozarteum di Salisburgo ha annunciato di aver identificato altre due “nuove” composizioni. “Il servizio di ricerche della Fondazione ha indentificato due composizioni da lungo tempo in proprio possesso come opere giovanili di Wolfgang Amadeus Mozart”, viene spiegato in un comunicato. Le due opere per piano saranno eseguite il 2 agosto davanti alla stampa da Florian Bisrak, che le suonerà al pianoforte appartenuto a Mozart nell’antica residenza di famiglia dove è nato. fonte cnrmedia.com

MozartLWNjpgMozart è annoverato tra i geni della musica. Dotato di raro talento, manifestatosi precocemente, morì a trentacinque anni di età lasciando pagine indimenticabili di musica sinfonica, sacra, da camera e operistica. La musica di Mozart è considerata la “musica classica” per eccellenza; infatti Mozart è il principale esponente del “Classicismo” settecentesco, i cui canoni principali erano l’armonia, l’eleganza, la calma imperturbabile e l’olimpica serenità. E Mozart raggiunge nella sua musica divina vertici di perfezione adamantina, celestiale e ineguagliabile, tanto che Nietzsche lo considererà il simbolo dello “Spirito Apollineo della Musica”, in contrapposizione a Wagner, che Nietzsche definirà l’emblema dello “Spirito Dionisiaco della Musica”. Di Mozart dirà il premio Nobel per la letteratura Romain Rolland: «Nella tempesta di passioni che, dopo la Rivoluzione, ha investito tutte le arti e sconvolto la musica, è dolce rifugiarsi talvolta nella sua serenità come sulla cima di un Olimpo dalle linee armoniose e contemplare lontani, nella pianura, i combattimenti degli eroi e degli Dei di Beethoven e di Wagner e il mondo come un vasto mare dai flutti frementi» La sinfonia in Sol minore n. 40 K 550 di Wolfgang Amadeus Mozart vide la luce insieme alle sinfonie n. 39 in Mi bemolle (K 543) e n. 41 in Do maggiore (K 551 nota come Jupiter) nell’estate del 1788. Mozart visse in quel periodo tre mesi dolorosi – soprattutto a causa della scomparsa del padre – che lo portarono a creare tre fra i suoi capolavori. Questa sinfonia chiude, di fatto, l’esperienza del salisburghese in ambito sinfonico. Si tratta della sinfonia più nota di Mozart; nell’immaginario collettivo è, insieme alla quinta di Ludwig van Beethoven, la sinfonia per antonomasia. Robert Schumann arriverà ad accostarla ai criteri ideali della bellezza greca. Questa sinfonia, originariamente considerata come esempio di grazia e leggerezza – forse confondendo la semplicità con cui vi si sviluppano e susseguono le varie melodie – ci appare oggi come fortemente introspettiva e di alto contenuto drammatico. Il minuetto è un esempio di questa drammaticità ed anticipa quelle atmosfere romantiche che ritroveremo in Beethoven e che qui appaiono trattenute, quasi nascoste. Il musicologo tedesco Alfred Einstein descrivendo gli svolgimenti armonici della sinfonia usa queste parole: “sono come dei tuffi negli abissi dell’anima, simbolizzati in modulazioni tanto audaci che i contemporanei di Mozart non devono essere stati in grado di seguirli e tanto sublimi che soltanto Mozart stesso poté riportarli su di un livello terreno”.  N.D.R.

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