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Il giorno X di Panoramix parte III

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Segue la terza puntata de “il giorno X di Panoramix”. Storie fantasy dove la realtà supera la fantasia… Nei Venerdì che seguiranno leggerai il seguito della storia.

Avvertenze:  si avvisano i lettori che per i contenuti della storia, è consigliata la lettura ad un pubblico giovane e sognante. Gli adulti possono leggerla ma accompagnati dai propri figli. (N.d.r.)

VITA, OPERE, DETTI MEMORABILI E MIRACOLI

DEL GRANDE FRATELLO

FRAMMENTO SECONDO

La Memorabile Opera

Scartati ospedali, stadi, scuole, asili e altre ormai abusate forme di intervento, non restavano però, all’esame dei proponenti, opere degne della grandezza del Grande Fratello. Un lampo improvviso e inconsueto di intelligenza squarciò l’abituale buio che ottenebrava la mente del titolare inconsapevole del Ministero delle Importanti Inutili Applicazioni Tecnologiche: bastava convocare il Conservatore del Registro Nazionale delle Opere Pubbliche Ancora Disponibili per la Costruzione e l’Inaugurazione!

Costui, di cui si erano perse le tracce dopo l’ultima inaugurazione, avvenuta nel secolo precedente (un collegio femminile per fanciulle ancora illibate, onde salvaguardarne la specie e tramandarla alla posterità) fu rintracciato tramite il Navigatore Satellitare di Stato per la Ricerca dei Funzionari Dispersi, in dotazione al Dipartimento “Mappatura dei Meandri della Burocrazia” del Ministero del  Turismo Governativo;  rintracciato, prontamente emerse tutto polveroso da un cumulo di faldoni dell’Archivio Opere Pubbliche Realizzate e Crollate per Terremoti, Calamità Naturali e Sommosse di Popolo, recando seco gli ultimi tomi di quei Registri, ormai rari incunaboli, ansimando curvo sotto il grave carico.

La disamina dei registri non fu di nessun ausilio, risultando ancora libere per la costruzione due sole Opere Pubbliche: un Arco Trionfale a Canicattì e un Cimitero per Cani a Sgurgula Marsicana, entrambe opere non degne, ovviamente, della grandezza del Grande Fratello.

Il quale stava intanto perdendo la pazienza e ciò poteva essere foriero di sciagure personali e familiari ai consiglieri: occorreva pertanto giungere rapidissimamente ad una soluzione degna della statura del Grande Fratello.  Statura morale, va precisato, non fisica, ché a quella sopperiva ingegnosamente il Sutore Riservato e Segreto mediante l’applicazione di adeguate zeppe in grado di sollevare il Grande Fratello ad una altezza più confacente alla sua dignità e comunque maggiore di ogni altro capo di stato in occasione di incontri ufficiali. In patria, invece, il Corpo Speciale di Guardie d’Onore del Grande Fratello, era stato abbassato, per Decreto, dai precedenti livelli ad una altezza massima di 155 centimetri, talché si era dovuto ricorrere, per adeguare l’organico, ad un arruolamento forzato di nani nei circhi.

Fu, anche in questa occasione, la smisurata cultura del già Consigliere Privatissimo, Eminenza Grigioverde, adesso potente Ministro della Verità Abilmente Menzognera, che risolse la questione come ai vecchi gloriosi tempi, andando a rispolverare le antiche ma mai sopite dotazioni culturali tratte dai giornali: consigliò, dopo un rapido excursus nel retrobottega della ancora sua fervida intelligenza, la consultazione di uno strumento indispensabile allora, ma a suo dire valido ancora oggi.

Fu convocato il Tenutario dei Libri Obsoleti e Pertanto Inutili che fortunosamente reperì, in uno sperduto scaffale di un buio sottoscala già destinato alla demolizione per fare posto alla pregiata Raccolta Ufficiale delle Enunciazioni del Grande Fratello (124 volumi rilegati in pelle di zebù, con fregi in oro zecchino e prodigiose illustrazioni di Gustavo Doré, resuscitato appositamente per decreto presidenziale), l’opera necessaria, il “Guinness dei Primati”, ormai rarissima ultima edizione, con dedica autografa del signor Guinness (firma abilmente contraffatta personalmente dal  Capintesta Responsabile del Dipartimento Soluzioni Estreme Calligrafiche del Ministero Falsificazioni Ufficiali di Atti Pubblici).

L’affannosa consultazione portò purtroppo, con grave smacco del Ministro che per il dispiacere voleva fingere di dimettersi, a scoprire che ormai l’unica grande impresa che avrebbe potuto dare lustro all’immagine del Grande Fratello e tramandarne nei secoli la figura di Grande Statista, sarebbe stata quella di battere il record detenuto da un dentista cambogiano che in due ore aveva trangugiato 217 “escargots à la bourguignonne” stando in piedi su una sola gamba, come le gru.

Per colmo di iattura, il Grande Fratello era allergico alle escargots, e massimamente a quelle “à la bourguignonne” !

La disperazione più nera colse allora tutti, che si dettero a bere superalcolici “à gogo” per annegare nell’alcool  il pensiero del terribile futuro che li attendeva. Il Cameriere Particolare che provvedeva ad approvvigionare le fiasche di liquidi etilici a mano a mano che venivano consumate, improvvisamente ebbe una illuminazione : un ponte! Si doveva costruire il ponte più  lungo di tutti i ponti possibili!

Fu condannato ad essere impalato: risultò infatti che non esisteva più alcun tratto di mare in cui due lembi di terra fronteggiantisi avrebbero potuto essere uniti da un ponte : tutti i ponti possibili erano stati gettati, in una frenetica gara a chi lo costruiva più lungo.

Lampeggiò qui il genio del già Consigliere Privatissimo, Eminenza Grigioverde, adesso potente Ministro della Verità Abilmente Menzognera : un ponte ancora poteva essere gettato, un ponte certamente imbattibile, che avrebbe consegnato alla storia  il  Più Grande Statista, il Ponte dei Ponti, il Ponte sull’Atlantico !

Gioì il Grande Fratello gonfiando il petto fino a procurarsi uno strappo muscolare: il Ponte sull’Atlantico s’aveva da fare, e subito!

Solo un vecchio anacoreta, dalla profondità della grotta in cui viveva appartato rimembrando i fatti dei tempi passati, ricordò agli immemori che già il nonno del Grande Fratello aveva tentato di costruire il ponte più lungo della sua epoca, un ponte che doveva unire, anzi ancorare, come proclamava, una piccola porzione del paese liberamente galleggiante nel mare alla stabile terraferma sede della nazione; ricordò però, il vecchio anacoreta, che l’immane opera non aveva preso il via perché l’allora Ministro degli Investimenti e Soprusi si era dimenticato di versare la prevista Tassa di Concessione per Ogni Intrapresa Insulare ai potenti Poteri Locali Sommersi, che ne avevano inibito quindi l’inizio con amichevoli avvertimenti a pallettoni.

Fu murato vivo e l’Ufficio Stampa Apocrifa del Ministero della Verità Abilmente Menzognera si premurò di comunicare al popolo l’eroico sacrificio del santo uomo, che aveva vieppiù voluto isolarsi dal mondo chiudendo l’accesso alla grotta, in modo da non costituire alcun aggravio alla società. Un monumento gli fu eretto nella piazza di un paese estratto a sorte dall’Elenco Ufficiale dei Paesi Mancanti di Monumenti.

Come primo essenziale Atto Fondativo per l’inizio della Memorabile Opera (così denominata per distinguerla da altre opere minimali passate abusivamente alla storia come grandiose, quali le Piramidi, il Colosso di Rodi, la Biblioteca di Alessandria, la Tour Eiffel, il Canale di Suez) furono costituite pochissime società, solo quelle operative e strettamente necessarie alla Memorabile Opera, per precisa volontà del Grande Fratello, da sempre dichiaratosi nemico della proliferazione, per puri scopi affaristici e clientelari, di strutture societarie parassitarie:

.  ASCECA – Autorità Superiore per il Controllo Esemplare della Correttezza delle Attività (presieduta e gestita personalmente dal Garante Inflessibile, l’Occhio Invisibile Sempre Presente del Grande Fratello)

. LAPROPI – Libera Associazione Professionale per la Registrazione, Ostentazione e Protezione dell’Idea (solo un Presidente, un Vicepresidente, 20 Consiglieri, 12 segretarie di Primo Livello, liberi manifestanti a favore, secondo il bisogno)

. APPESPLS –  Azienda per la Preliminare Progettazione delle Elargizioni Spontanee ai Poteri Locali Sommersi (un Presidente, un Vicepresidente, 10 Consiglieri, 6 segretarie di Primo Livello, avventizi “ad libitum” da reclutare in loco su Segnalazione Raccomandatoria dei Poteri Locali Sommersi)

. PPIPCAC – Parsimonioso Inflessibile Pagatore dei Conti con Adeguata Cresta (un Presidente, 4 maldestri Revisori dei Conti, 4 Ragionieri Incompetenti allo Scopo)

. SCAICMGCCPO – Studio Collettivo di Architetti, Ingegneri, Capimastri, Manovali, e Guardiani di Cantieri per la Complessa Progettazione dell’Opera (un Presidente, 5 Vice presidenti, uno per ciascuna categoria professionale, 20 consiglieri, 50 segretarie bella presenza, a rotazione, a seconda dell’usura, 50 addetti portaborse per i manovali)

. SPIANA – Security Protettiva per le Intrusioni Anomale Non Autorizzate ( un Presidente acuto investigatore, 20 guardiani assatanati, cultori di Bodybuilding, una passeggiatrice locale con l’incarico di distrarre dai loro furtivi intenti i malintenzionati, con adeguate e referenziate capacità seduttive, da remunerare a consumo)

. CICAIPASCCL – Consorzio Imprese di Costruzioni Assolutamente Incapaci e Pericolose Abilitate Soltanto alla Copertura Costruttori Locali amichevolmente segnalati dai Poteri Locali Sommersi

.  Altre società minori (circa 10), ininfluenti ai fini dei costi in quanto produttive di tangenti in nero da non figurare nei libri sociali.

Con questo striminzito organico la colossale impresa, destinata ad occupare nei millenni a venire l’unico e non cancellabile epiteto storico di Memorabile Opera, prese solennemente il via : personalmente il Grande Fratello (assistito soltanto, e più che altro per dar loro un po’ di lavoro, da 10 cartografi dell’Istituto Nazionale Carte False, 5 Lupi di Mare Specializzati in Naufragi per Improprie Letture di Carte Nautiche, 8 Metereologi Esperti in Venti Contrari e Fortunali Imprevisti, 1 Maga Noncichiappo) aveva voluto identificare il percorso più consono attraverso il grande Oceano Atlantico, con ciò dimostrando, unico fra i capi di stato viventi e vissuti, grande conoscenza anche in campo geografico e marino, con l’enorme esperienza derivatagli dai due mesi di vacanze estive trascorse fin da bambino, ogni anno, a Forte dei Marmi.

La prima campata sarebbe stata gettata partendo da una località tenuta accuratamente nascosta (con un segreto più segreto di qualsiasi segretissimo segreto, conservato dal Loquace e Ciarliero Conservatore  delle Cose da Nascondere, sotto pena di squartamento in otto quarti in caso di fellonia) nei dintorni di Casablanca, località estratta a sorte sotto l’occhio strabicamente vigile del Supernotaio Governativo, a garantire che l’acquisto del terreno, casualmente fatto cadere dalla sorte in un latifondo che apparteneva, per un antico e dimenticato lascito di una zia di lontanissima parentela, al Grande Fratello, era avvenuto con i crismi della più assoluta regolarità formale.

Come infatti proclamò, urbi et orbi, dai 35 canali satellitari della rete televisiva indipendente “Occhio Vigile e Amorevole del Grande Fratello”, in una serata speciale del seguitissimo programma obbligatorio “Lo dico Io”, il Portavoce Ufficiale Familiare, normalmente con voce possente e stentorea, ma in quell’occasione particolarmente afono, giurando sulla bibbia liberamente obbligatoria per tutti “Mein Kampf di Me Medesimo Grande Fratello” che il Medesimo era assolutamente incolpevole perché volutamente ignaro.

Casablanca, rivelò poi commosso il Portavoce Ufficiale Familiare, stava particolarmente nel cuore e nel ricordo del Grande Fratello, che nei rari momenti di intimità familiare, davanti a figli, nipoti, cugini di primo grado, amici per la pelle e casuali inviati speciali, prendeva a cantare, dietro l’invito di un famiglio all’uopo addestrato che lo invitava “Suonala ancora, Sam!”, e accompagnandosi al pianoforte meccanico alla maniera di Teddy Wilson, la struggente canzone “As time goes by”. Sui volti di tutti, allora, prendevano a scendere lacrime di commozione, illuminate dai flashes fotografici dei casuali inviati speciali, che impropriamente e contro la volontà dell’occasionale cantante confidenziale, diffondevano poi, sempre “urbi et orbi”, le foto rubate che successivamente, ingrandite e riprodotte su manifesti multipli, formato gigante di sei metri per dieci, furono affisse, a cura del Servizio Attacchini Ufficiali del Ministero della Verità Ampiamente Menzognera, su tutti gli spazi liberi, per dimostrare al popolo l’ignobile azione compiuta ai danni dell’ignaro Grande Fratello e della sua ingenua buona fede.

La direzione di questa prima campata, rilevata dal dito del Grande Fratello che aveva dettato le coordinate suggeritegli da un ignoto passante, erano le seguenti : Nordovest-Sudest, tra 36°e 40°parallelo Nord e tra 24°e 32°meridiano Ovest.

Inopinatamente l’augusto dito del Grande Fratello, seguendo tali coordinate, andò a cadere nelle Azzorre e, meraviglia delle meraviglie! sopra un’ampia spiaggia, che al catasto isolano risultò di proprietà di un cognato della sorella di un cugino alla lontana della moglie divorziata del Grande Fratello, accusato subito, dalla solita opposizione malpensante e pescatrice nel torbido, di aver nascosto la reale proprietà dietro la mendace e sovvenzionata figura prestanome del misterioso cognato.

La pronta smentita del Ministero della Verità Abilmente Menzognera chiarì al popolo, già messo in allarme, l’assoluta estraneità del Grande Fratello che  alle Azzorre possedeva soltanto alcune ville le quali, se pur confinanti con la chiacchierata spiaggia, erano da questa chiaramente separate da robuste muraglie, sulle quali campeggiavano, luminosi anche nelle ore notturne, vistosi cartelli plurilingue che davano notizia al pubblico che la proprietà della spiaggia confinante non era assolutamente riconducibile al Grande Fratello.

Risultò così eccezionalmente tempista la lungimiranza del Segretario Addetto ai Cartelli Segnalatori delle Proprietà del Grande Fratello il quale, non appena l’augusto dito si fu posato sulla pericolosa spiaggia, estrasse dagli Archivi delle Segnalazioni i Cartelli della serie già predisposta per tali evenienze e li espose rapidamente, bruciando sul tempo un fotografo del Washington Post, già noto per aver documentato lo scandalo del Watergate, accorso fulmineamente e fattosi paracadutare dall’aereo sul luogo.

Con grande clamore fu dato il via alla Memorabile Opera, con la Posa della Prima Pietra: Capi di Stato, altissimi prelati, personaggi dello spettacolo, Veline Ufficiali e ufficiose, imbucati professionali, varia umanità animarono la Superfastosa Cerimonia dell’inaugurazione, organizzata impeccabilmente dal Sopraffino Maestro Cerimoniere del Ministero  delle  Attività Seriamente Ludiche.

Una ferale notizia piombò nel bel mezzo della cena luculliana con cui si stava chiudendo la  Suprfastosa Cerimonia, annichilendo tutti: la prima campata dell’Opera Memorabile, il Ponte sull’Atlantico, testè inaugurata, era franata sotto la spinta di orde di pinguini infreddoliti della specie “Pabloides Linnaei”, che dal Polo Sud, loro abituale dimora, stavano effettuando, come tutti gli anni, la grande migrazione verso le calde isole del mare del Sud, sulle orme del loro antico progenitore Pinguino Pablo.

Il quale Pinguino Pablo, nella lontana metà del ventesimo secolo, insofferente delle rigidissime temperature dei ghiacci del Polo Sud nei quali era costretto ad abitare per le ragioni della specie e attirato invece dalle calde temperature delle isole dei mari del Sud (un coloratissimo  depliant turistico capitatogli addosso, portato dal vento, lo aveva affascinato), aveva deciso di svernare ogni anno in una soleggiata e tranquilla isoletta dei mitici Mari del Sud, all’ombra di fresche palme, placidamente abbandonato su una amaca che lo cullava con dolcezza,  mossa dalla leggera brezza dei venti alisei. E aveva trasferito, nel DNA dei suoi discendenti, questo suo personale piacere, diventato poi una caratteristica genetica per tutti gli stessi discendenti.

Per questo ogni anno, all’arrivo del temuto rigidissimo inverno antartico, i discendenti dell’antico Pinguino Pablo, ormai migliaia di esemplari della specie “Pabloides Linnaei”, si mettevano in cammino, guidati dal più anziano ed esperto capobranco, verso l’ormai ancestrale richiamo della specie, le isole dei mari del Sud.

Questo esodo biblico metteva in allarme le marinerie di tutto il mondo per i pericoli a cui andavano incontro i battelli di ogni specie (transatlantici, petroliere, portacontainers, cabinati miliardari, trimarani di navigatori solitari…) che malauguratamente avessero incrociato l’orda pinguinesca: i bollettini per i naviganti suonavano allarme rosso e gli aerei delle guardie costiere ne segnalavano via via l’avanzata .

Questa volta, incontrando l’imprevisto ostacolo sul loro cammino, già innervositi abbondantemente per l’imperizia del capobranco che ancora non era riuscito a guidarli correttamente verso la meta, i pinguini Pabloides, a decine di migliaia quanti erano, infuriati, si erano precipitati come una inarrestabile valanga sui piloni, riducendo in piccoli frammenti le colate di cemento superarmato, orgoglio dei progettisti e dei costruttori, che avevano limitato allo stretto indispensabile (il minimo previsto dal Capitolato Segreto Alternativo all’Ufficiale) l’inserimento di materiali non consentiti, quali corpi di interlocutori sgraditi, balle di immondizia del tipo “secco non riciclabile”, sabbia marina estremamente deperibile e inconsistente, listelli di legno in luogo del tondino d’acciaio e altri fantasiosi componenti.

Il sogno del Grande Fratello sembrava essersi infranto sul nascere, insinuando nell’opinione pubblica mondiale l’idea che si trattasse solo di una grande panzana propagandistica, ma il genio dell’Uomo anche in questa occasione ebbe modo di volgere a suo favore la sgradevole situazione: il Super Servizio Ultrasegreto, eseguendo alla perfezione il piano approntato fulmineamente dalla Commissione Soluzione Casi Critici, che lo aveva rapidamente elaborato traendolo dall’Archivio Soluzioni, dimostrò con prove costruite in modo inoppugnabile la provenienza truffaldina del deplorevole evento, da imputare alla obliqua macchinazione dell’Opposizione Sempre in Agguato.

Fu dimostrato infatti che alcuni Pinguini Pabloides, corrotti e prezzolati allo scopo, erano riusciti a irretire la volontà del capobranco designato alla guida della migrazione con abbondanti libagioni di Brunello d’annata e con la conturbante presenza di una procace pinguina di facili costumi: il malcapitato, già malfermo di mente per l’avanzata età, aveva del tutto perso la testa conducendo i migranti a sbattere in massa, violentemente, contro la pur solida costruzione, che nulla poté contro quella furia scatenata.

Ma il Governo Ombra in esilio, mercé le accurate indagini svolte da un detective di sentimenti antitotalitari, tale Joe Petrosino Secondo, chiarì invece a tutto il mondo rimasto sotto choc la realtà dei fatti .

Il pinguino posto a guida della migrazione della specie, pur esperto e conoscitore dei mari, all’inizio del viaggio aveva avuto un leggero mancamento, dovuto ad un tasso glicemico un po’ elevato per un brindisi alla partenza, e, in stato di leggera confusione mentale, appena lasciata la terraferma si era diretto a destra, imboccando la via per l’Atlantico anziché dirigersi a sinistra, per il Pacifico, dove si trovava l’abituale meta, le sognate e calde isole dei Mari del Sud.

E proprio per questo, i pinguini migranti avevano tardato più del previsto, innervosendosi fino a perdere la pazienza, ad incontrare qualche isola, dovendo giungere fino alle Azzorre, ben più lontane di quelle isole del sole che li attendevano nel Pacifico e per loro non altrettanto ospitali a giudicare da tutto il cemento che le copriva.

Poca gloria ebbe quindi il Grande Fratello da quell’operazione, che doveva tramandare alla Storia la sua fama di Gran Costruttore e di Statista Primo fra Tutti, ma l’abile manipolazione effettuata dalla fertile e diabolica immaginazione dell’Acutissimo Responsabile del Ministero della Verità Abilmente Menzognera, riuscì a orientare diversamente l’opinione pubblica.

Esibì infatti una comunicazione scientifica apparsa sul “Monitore Fantasioso” Bollettino Ufficiale dell’Associazione Astrofisici Stralunati, che riportava i risultati di una faticosa ricerca del Professore Emerito Agesilao Mendaci (risultato peraltro del tutto sconosciuto al mondo accademico, ma garantito da una dichiarazione del Grande Fratello che asseriva di essere stato, in gioventù, suo allievo), secondo la quale la congiunzione astrale negativa presente nel tempo corrente non permetteva l’esecuzione certa e sicura  di opere  murarie e cementizie, che avrebbero potuto mettere a rischio la vita delle maestranze

L’indole generosa del Grande Fratello e il suo spirito di sacrificio, di fronte alla tremenda responsabilità che poteva incombere su di Lui, lo fecero rinunciare immediatamente all’opera, senza alcun rimpianto per non poter passare alla Storia come Gran Costruttore e Statista Primo fra Tutti.

Questo fu proclamato da tutti i canali televisivi  indipendenti secondo le sussurrate modalità delle 35 emittenti satellitari della rete televisiva indipendente “Occhio Vigile e Amorevole del Grande Fratello”.

Fu la solita mente instancabile dell’antico Consigliere, adesso Ministro della Verità Abilmente Menzognera, sempre pronto a escogitare machiavelli risolutori, a fare di questa rinuncia uno strumento: il sentimento popolare ne fu toccato e il popolo acclamò spontaneamente il generoso Grande Fratello, così fu certo per tutti che sarebbe passato alla Storia, secondo quanto previsto dal Ministro antico Consigliere, come Magnifico Serenissimo Padre della Patria Federale.

Giancarlo Chesi alias Panoramix.

Venerdì prossimo il seguito della storia.

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