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Lo Xilitolo protegge i denti dei bambini dalla carie

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children_brushingStop alla carie nei denti da latte con lo xilitolo. Questo dolcificante, se inserito in uno sciroppo per bambini, può risolvere fino al 70% dei casi di “sindrome da biberon”, cioè quelle carie che attaccano lo smalto dei denti da latte in età infantile, comportando diversi problemi, tra cui la distruzione della dentatura provvisoria.
A scoprire le proprietà anticarie dello sciroppo allo xilitolo è stata la squadra del dott.Peter Milgrom della University of Washington a Seattle (Usa), che lo ha testato su 94 bambini di età compresa tra i 9 e i 15 mesi. Tutti i piccoli erano nativi della Repubblica delle Isole Marshall, paese in cui la sindrome da biberon è un problema medico molto comune.
Gli infanti hanno assunto per un anno lo sciroppo (8 grammi di xilitolo al giorno) e hanno raggiunto una prevenzione dalle carie dei denti da latte pari quasi al 70%. In particolare, aveva sviluppato carie il 24% dei bimbi che aveva assunto due dosi di xilitolo al giorno, il 40% di chi ne prendeva tre e il 52% dei bambini che non assumevano affatto lo xilitolo.
XylitolCleansBabyToothPer il dott.Milgrom e colleghi questo dimostra che questo sostituto del glucosio è efficace nella prevenzione delle carie dei denti da latte.
In realtà quello che è fondamentale è una buona igiene orale e l’attenzione agli alimenti ingeriti: una triplice somministrazione giornaliera di sciroppo allo xilitolo era, infatti, meno efficace di quella duplice.
Lo xilitolo fa parte della famiglia dei dolcificanti e rappresenta un sostituto dello zucchero: ha un basso potere addolcente (0,5-0,6), ma è in grado di prevenire carie e otiti per la sua rilevante attività antibatterica. Normalmente è presente nelle gomme da masticare. Come per altri dolcificanti non bisogna esagerare con le quantità, per non incorrere in spiacevoli effetti indesiderati come, ad esempio, la diarrea (provocata in particolare dal troppo sorbitolo, zucchero contenuto, d’altronde, anche nei clisteri). I dolcificanti sono sconsigliati, inoltre, a chi soffra di colite e intestino irritabile.Non sembra del tutto motivata la scelta di una sostituzione permanente dei dolcificanti normocalorici (zucchero, fruttosio ecc.); il dolcificante deve essere cioè considerato una fase di transizione verso una coscienza alimentare che includa una corretta gestione dei cibi dolci. fonte taliasalute.leonardo.it

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