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Il giorno X di Panoramix parte II

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Segue la seconda puntata de “il giorno X di Panoramix”. Storie fantasy dove la realtà supera la fantasia… Nei Venerdì che seguiranno leggerai il seguito della storia.

Avvertenze:  si avvisano i lettori che per i contenuti della storia, è consigliata la lettura ad un pubblico giovane e sognante. Gli adulti possono leggerla ma accompagnati dai propri figli. (N.d.r.)

VITA, OPERE, DETTI MEMORABILI E MIRACOLI

DEL GRANDE FRATELLO

FRAMMENTO PRIMO

Il Grande Fratello ormai regnava democraticamente sul paese: aveva vinto con il 120% dei voti le Libere Elezioni Organizzate, nonostante che la ormai obsoleta Corte Costituzionale del disciolto governo, appellandosi al Pallottoliere di Stato, avesse obbiettato che secondo le Tabelline Pitagoriche Nazionali tale risultato avrebbe potuto essere dichiarato incostituzionale.

Ma i sondaggisti dell’ISSEE Istituto Superiore di Stato per l’Estorsione Exit-Polls prima, poi gli opinionisti del DAODOC Dipartimento Autonomo Ossequiente per la Diffusione Opinioni Contrarie avevano assicurato che, per dimostrare concretamente al Grande Fratello il loro particolare apprezzamento politico, molti elettori avevano persino votato più di una volta: un vigoroso vegliardo montanaro che viveva in una isolata baita sul ghiacciaio della Marmolada dalla quale scendeva a valle una volta l’anno per approvvigionarsi di tabacco e stuzzicadenti aveva votato 4 volte: al quinto tentativo di raggiungere il seggio elettorale era stato colto da collasso cardiocircolatorio.

Allora l’intero seggio elettorale, presidente e segretario in testa (con urna, matita ministeriale, registri e attrezzatura regolamentare, il tutto portato a spalla da uno sherpa tibetano immediatamente assegnato in dotazione al seggio dal  SEA Soccorso Elettorale Alpino) aveva scalato il ghiacciaio per  raccogliere nell’urna la libera e democratica espressione di voto del nobile vegliardo, ricompensata ogni volta con una confezione isitituzionale GDC  Generi Di Conforto (costituita da: 1 Kg Pizzocheri della Valtellina, 1 kg Salamelle mantovane, 1 Torta Sbrisolona veronese, 1 fasco da lt. 2 Chianti Classico Consorzio Gallo Nero, 1 confezione di profilattici Hatù modello superresistente) in ossequio all’immenso senso  democratico del Grande Fratello che aveva disinteressatamente e generosamente fatto approntare da una azienda specializzata di cui Egli stesso, ma lo ignorava, deteneva una quota minoritaria del capitale sociale, non raggiungendo neppure il 90 %.

A tal proposito gli organi di informazione, sommessamente consigliati con forza da una circolare del Ministero della Verità Abilmente Menzognera, si affrettarono a smentire con indignazione la notizia, artatamente fatta circolare, ripeterono, dalla solita opposizione in malafede e non collaborativa neppure nei più tragici momenti di calamità nazionale, di un consistente sovrapprezzo elargito sottobanco a miserandi speculatori politicamente altolocati.

Questi risultarono poi non Sottosegretari del Ministero della Sussistenza agli Indigenti come inizialmente fu tentato di accreditare da alcuni corrispondenti esteri notoriamente ostili, ma, secondo il resoconto dell’immediata inchiesta avviata dalla PSSS Polizia Supersegreta Sempre Sospettosa (resoconto adattato poi, per una più giusta  e veritiera comprensione da parte dell’opinione pubblica, dai sempre all’erta e occhiuti funzionari del Ministero della Verità Abilmente Menzognera), ma risultarono invece soltanto semplici manutengoli di bassa estrazione che, per una misera mercede, avevano trasferito il maltolto a importanti esponenti dell’opposizione.

Il Grande Fratello, generoso anche verso gli avversari politici, proclamò solennemente di voler impedire la pubblicazione dei nomi di tali esponenti e in tal senso dette le opportune disposizioni. Purtroppo un funzionario infedele e corrotto trasmise alcuni nominativi, dietro la attendibile promessa di un avanzamento di carriera, ad un giornale scandalistico da sempre dedito alla malinformazione, che ne fece oggetto di una violenta campagna contro l’opposizione.

All’estero si gridò allo scandalo per tale campagna vistosamente costruita con intenti denigratori, e da molti si ricordò che il foglio in questione era controllato, come proprietà, da esponenti della famiglia del  Grande Fratello. Furono subito attivate le adeguate contromisure : interviste televisive sul Grande Occhio, la rete di canali televisivi satellitari indipendenti (satellitari in quanto satelliti del pianeta unico Grande Famiglia, creato dal Grande Fratello per diffondere il suo Verbo in tutto l’etere della Galassia), provocarono un grosso dibattito, al termine del quale risultò che si, la proprietà del giornale era vagamente nell’orbita familiare, ma che si trattava soltanto di un figlio non riconosciuto e mai ammesso nel consorzio familiare, del quale incidentalmente il Grande Fratello aveva provocato la nascita lasciandosi sedurre, per eccesso di umana compassione, da una barbona infreddolita che gli aveva chiesto aiuto e calore, una rigida notte di un inverno di tanti anni prima, sotto la fioca luce di un lampione di una deserta pensilina della stazione ferroviaria di Calolziocorte.

Il Grande Fratello, allora non ancora Grande Fratello, si era prodigato nella fornitura di calore, inconsapevole, nella foga umanitaria, del risultato che ne sarebbe derivato.

Comunque, per dimostrare la assoluta estraneità del governo, ordinò che alcuni Sottosegretari fossero inviati al Confino di Stato, in un residence alle isole Maldive appositamente allestito dal Dipartimento Punizioni e Pene del Ministero delle Vendette Governative, malamente attrezzato con bungalows sul mare, camere con bagno, aria condizionata, piccola piscina di misure olimpiche, area fitness e altre dotazioni che facessero loro avvertire il gravame della punizione.

Mentre invece i pochi e timidi avversari elettorali, al fine di raccogliere quella misera manciata di voti che la CECIEC Commissione Elettorale Centrale Indipendente E Controllata avrebbe dovuto assegnare alle liste della inetta opposizione onde permettere alla stessa di ricevere la munifica sovvenzione di 500 Granfratelli prevista comunque per i perdenti, erano ricorsi a sporchi brogli .

Tali sporchi brogli, presentati alla stupita opinione pubblica come gravemente offensivi del clima di tolleranza esistente nell’Impero (improvviso lapsus freudiano del Grande Fratello, correttosi poi subito imputandolo ad un mal di denti improvviso che gli avrebbe legato la lingua impedendogli una esatta dizione), furono scoperti e  immediatamente denunciati dal  GAISS Gruppo Autonomo e Indipendente Spioni Sovvenzionati che, in nome della libertà violata, aveva seguito le tracce di un giuoco a quiz organizzato dal Dipartimento Trucchi e Tranelli della Divisione Spettacoli, Sezione “Panem et Circenses” alle dirette dipendenze del Piccolissimo Fratello, omuncolo viscido ma potente (somigliante all’attore Peter Lorre nelle sue interpretazioni più bieche), di assoluta fiducia del Grande Fratello, che la gestiva con fondi segreti provenienti da un conto cifrato GF operante nella Superbanca Per Noi Soli, con sede in una sperduta isola dei mari del sud fatta cancellare dalle carte nautiche dall’unico socio, “Studio legale GF,GF,GF e Associati, a Delinquere” per rispettare la privacy dei correntisti, che giusto in nome della privacy, avevano eletto domicilio nei principali penitenziari del mondo, rinomati per la notorietà degli abituali frequentatori.

La Caccia al Tesoro investigativa, vinta dal GAISS a cui era andato il premio istituito dalla madrina della Grande Famiglia, nota attrice di importanti film di cultura hard (una crociera, tutto incluso, all’isola di Caienna, con soggiorno obbligato di una settimana nelle luminose dépendances note per aver dato ospitalità, in tempi gloriosi, al grande Papillon), aveva portato alla scoperta, guidata dai vari quiz, del complotto elettorale organizzato da alcuni esponenti della sgangherata opposizione : avevano permesso a moltissimi elettori, fintisi grandi invalidi della 3^ guerra d’indipendenza, o reduci non deambulanti della garibaldina spedizione dei “mille”, di entrare nella “gabina” (termine usato dall’antico alleato cortesemente invitato all’esilio in una sperduta valle bergamasca, e comunque unico termine sopravvissuto alle purghe linguistiche volute dal già potente e coltissimo Consigliere Privatissimo di un tempo) trascinati con le loro carrozzelle da premurosi famigli che, assieme a loro, segretamente concertavano e attuavano voti plurimi a favore di candidati amici. Scoperti, furono tutti decapitati con la decapitazione indolore, geniale tecnica inventata e messa a punto, dopo ampia sperimentazione sulle teste di ladruncoli di mele e polli convinti dalla promessa della grazia dopo l’esperimento, dall’Esecutore Inflessibile: preceduta da un rapido passaggio di qualche minuto sopra una graticola elettrica percorsa da una corrente ad alto voltaggio, l’esecuzione avveniva sul corpo arrostito del condannato, che non avvertiva nessun dolore e lasciava la Cella della Quasi Morte lieto di essere passato indenne attraverso la decapitazione, piombando nell’Ade ridendo di gioia, al pensiero di essersela scapolata così facilmente.

Il Grande Fratello, modestamente ebbro di felicità per il consenso obbligatorio liberamente espressogli dalla stramaggioranza del popolo, aveva frattanto deciso un sublime atto di generosità, del quale stava esaminando le modalità con i suoi fidi Consiglieri Inascoltati.

Aveva quindi interpellato le varie commissioni previste dai Nuovi Ordinamenti (Commissione per i Pareri Inutili, Commissione per i Pareri Utilizzabili per Distrarre la Pubblica Opinione, Commissione Direttamente Inutile) e si era infine rivolto, per il supremo consiglio, al già Consigliere Privatissimo, Eminenza Grigioverde, che dall’ombra in cui anticamente viveva e in cui aveva sempre alimentato la sua immensa cultura consultando i giornali, era adesso emerso alla luce del sole,  magnanimamente incaricato dal Grande Fratello di reggere le sorti del nuovo Ministero della Verità Abilmente Menzognera, attraverso il quale la sua immensa cultura, allora tratta dai giornali e dalle gazzette di quell’oscuro medioevo, veniva ora direttamente versata “sui” giornali e non più tratta “dai” giornali: le notizie vere diventavano false e quelle false, vere, in un abile gioco delle tre carte, secondo che le superiori e imperscrutabili necessità definite democraticamente dal Grande Fratello lo imponessero o meno.

“Il Grande Fratello mio nonno, nel lontano 1984, dettò il principio fondamentale che deve ispirare una sana democrazia: se i fatti dicono il contrario, bisogna alterare i fatti; la quotidiana falsificazione del passato, intrapresa e condotta dal Ministero della Verità, è necessaria alla stabilità del Regime. La mutabilità del passato è il dogma centrale E noi oggi, giunti democraticamente al potere dopo venticinque anni di battaglie contro la falsa democrazia non imposta, con il Ministero della Verità Abilmente Menzognera ricostruiamo una verità del passato per noi utile e costruiamo una verità del presente che tranquillizza le coscienze addormentandole e mette a tacere le intemperanze degli ormai rari oppositori. Noi non censuriamo, noi dettiamo la verità! ”

Così, bonariamente, soleva spesso ricordare  il Grande Fratello al suo ministro nei briefings scappa-e-fuggi di poche settimane che gli onerosi impegni di lavoro permettevano loro di fare in una delle tante ville-pied-à-terre-alle isole-Cayman destinate, dal Segretariato alla Sussistenza Presidenziale, a foresterie per le ragguardevoli segretarie presidenziali esauste per il troppo lavoro e bisognose di assistenza morale e ricreativa che, con generosa prodigalità, nonostante notoriamente dedicasse alle attività di governo ben due ore oltre le 24 giornaliere, personalmente il Grande Fratello, talvolta da solo, talvolta in compagnia di collaboratori all’uopo specializzati e comandati dal Segretariato alla Sussistenza Presidenziale, erogava alle sue esauste collaboratrici (i telegiornali curati dal Ministero della Verità Abilmente Menzognera, ne facevano poi ampie e maliziose menzioni, con opportune sollecite smentite ufficiali dello stesso Ministero).

Il supremo consiglio dell’acuto e coltissimo ministro, emesso di concerto con l’odiato ma amato collega del Ministero delle Importanti Inutili Applicazioni Tecnologiche, fu quello di donare al popolo un’opera pubblica, la Grande Opera Pubblica GF,  della quale il popolo avrebbe potuto godere  nei secoli a venire, elevando, nell’uso quotidiano, pensieri gridati ad alta voce, a sempiterna gloria del Benefattore.

Giancarlo Chesi alias Panoramix.

Venerdì prossimo il seguito della storia.

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