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Acqua su satellite di Saturno Sarebbe possibile la vita aliena

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Un oceano su Encelado, ecco le prove. Le attuali teorie sulla formazione dei satelliti prevedono la possibilità della presenza di acqua allo stato liquido a contatto con il nucleo roccioso che, dopo milioni di anni, potrebbe avere una discreta salinità.
Un enorme pennacchio di acqua emerge da polo Sud di Encelado, uno dei satelliti naturali di Saturno. È quanto afferma un articolo pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Nature”, in cui gli autori dell’osservazione ritengono che esso sia alimentato da un oceano di acqua salata.
La scoperta potrebbe avere notevoli implicazioni per la ricerca di vita extraterrestre così come per la comprensione dei meccanismi che portarono alla formazione dei satelliti dei pianeti del sistema solare.
A consentire di gettare uno sguardo su ciò che succede su Encelado, la sesta luna di Saturno in ordine di grandezza, è stata la sonda Cassini, che sorvolò il pianeta dagli anelli nel 2005.

Dalla sua superficie – come ha permesso di documentare la sonda – emergono getti di vapor d’acqua, gas e piccoli cristalli di ghiaccio, proiettati nello spazio a centinaia di chilometri.
Alcuni particolari furono rivelati sempre su “Nature”, nel 2008, da Juergen Schmidt dell’Università di Potsdam, in Germania, e Nikolai Brilliantov dell’Università di Leicester. Essi spiegarono in che modo i getti di vapore d’acqua acquisiscano una velocità maggiore di quella delle particelle di polveri, ma la loro teoria richiedeva la presenza di un oceano di acqua liquida al di sotto della superficie di Encelado.
Lo stesso gruppo di studiosi, insieme con Frank Postberg dell’Università di Heidelberg e del Max-Planck- Institut per la fisica nucleare della stessa città, ha ora trovato prove sperimentali dirette della presenza di tale oceano, prove che finora mancavano.
Le attuali teorie sulla formazione dei satelliti prevedono infatti la possibilità della presenza di acqua allo stato liquido in contatto con il nucleo roccioso che, dopo milioni di anni, potrebbe avere una discreta salinità.
Tra le prove riportate dai ricercatori, la rivelazione di sali di sodio tra le polveri emesse da Encelado, ottenuta con lo strumento Cosmic Dust Analyzer (CDA) montato a bordo della Cassini. La concentrazione di cloruro di sodio nell’oceano di Encelado potrebbe essere paragonabile a quella terrestre e cioè pari a 0,1-0,3 moli di sale per chilogrammo di acqua. fonte lescienze.espresso.repubblica.it

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Encelado

Encelado (in greco Εγκέλαδος) è un satellite naturale di Saturno, scoperto il 28 agosto 1789 da William Herschel. È il sesto satellite naturale di Saturno in ordine di grandezza. Fino al passaggio delle due sonde Voyager, all’inizio degli anni 1980, le caratteristiche di questo corpo celeste erano poco conosciute, a parte l’identificazione di ghiaccio d’acqua sulla superficie. Le sonde hanno mostrato che questo satellite ha un diametro di soli 500 km e riflette quasi il 100% della luce solare. La Voyager 1 ha permesso di scoprire che Encelado orbita nella regione più densa dell’anello E di Saturno mentre Voyager 2 ha rivelato che nonostante le sue piccole dimensioni il satellite presenta regioni che variano da superfici antiche con molti crateri da impatto a zone recenti datate circa 100 milioni di anni.
La sonda Cassini a metà degli anni 2000 ha acquisito ulteriori dati che hanno risposto a molte delle domande aperte dalle sonde Voyager e ne hanno poste di nuove. La Cassini ha effettuato diversi sorvoli ravvicinati nel 2005, rivelando dettagli della superficie e dell’ambiente. In particolare la sonda ha scoperto un pennacchio ricco d’acqua che si erge nella regione polare sud. Questa scoperta, assieme alla presenza di fuoriuscite di calore interno e di pochi crateri da impatto nel polo sud, indica che Encelado è attualmente geologicamente attivo.

Le lune nei sistemi dei giganti gassosi sono spesso intrappolate in risonanze orbitali che comportano delle librazioni forzate o a eccentricità orbitali; la vicinanza con il pianeta madre può indurre inoltre il riscaldamento del satellite generato dalle forze mareali.
Encelado è uno di tre corpi celesti del sistema solare esterno (assieme alla luna Io di Giove e la luna Tritone di Nettuno) dove sono state osservate delle eruzioni attive. Le analisi dei gas emessi suggeriscono che siano stati generati da acqua liquida situata sotto la superficie. Assieme alle analisi chimiche del pennacchio, queste scoperte hanno alimentato le ipotesi che Encelado sia un importante soggetto di studio nel campo dell’astrobiologia. Inoltre è stato suggerito che Encelado sia la fonte dei materiali dell’anello E.   N.D.R.


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