L’idea vien sognando

L’idea vien sognando

La fase REM del sonno aumenta la creatività delle persone formando reti nervose che connettono idee, memorie e informazioni prima non collegate

La prossima volta che cercate un’idea brillante non affannatevi in pensieri e ragionamenti, piuttosto sognateci sopra. Uno studio condotto da Denise Cai dell’Università della California a San Diego e pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science, dimostra che la fase REM (Rapid Eye Movements) del sonno, caratterizzata da un’intensa attività onirica, aiuta a risolvere problemi di natura creativa. L’idea non è nuova: il chitarrista dei Rolling Stones – Keith Richards – giura di aver sognato il reef di “Satisfaction”, e persino Mozart talvolta “componeva” durante il sonno.

Per scoprire la relazione tra REM e creatività, i ricercatori californiani, hanno analizzato la performance di alcuni volontari nel cosiddetto RAT (Remote Associates Test) test, che valuta le abilità creative di un individuo. I volontari dovevano rispondere a domande del tipo: quale vocabolo può essere associato alle parole biscotto, cuore e sedicenne? Le performance in questo gioco verbale sono state analizzate in quattro situazioni diverse: la mattina e il pomeriggio immediatamente dopo un riposino, dopo un sonno con fase REM e uno senza fase REM.

Sorprendentemente, dopo un sonno REM, i risultati del test miglioravano del 40 per cento rispetto alle altre condizioni. Lo studio mostra che l’aumento delle abilità creative è il risultato di processi specifici della fase REM, e non semplicemente della riduzione degli episodi di interferenza durante il sonno, come ritenuto finora. Secondo Mednick, grazie ad alterazioni nel sistema dei neurotrasmettitori cerebrali, la fase REM stimola la formazione di nuove reti nervose che creano relazioni tra idee prima non collegate. È come se il sonno REM permettesse alla neocorteccia, area cerebrale in cui risiede il pensiero, di integrare vecchie memorie, nuove informazioni ed idee: una specie di momento “eureka”.

“Sappiamo che per risolvere un problema a cui si sta già lavorando è sufficiente aspettare che il tempo porti la soluzione”, ha dichiarato la psichiatra Sara Mednick, co-autrice dello studio, “Ma solo il sonno REM aumenta la creatività necessaria per risolvere problemi sconosciuti”. fonte galileonet.it

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