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Latte per i bambini africani

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AGRICOLTURA: MUCCHE LOMBARDE PER PRODURRE LATTE IN AFRICA
“Latte per i bambini africani”. Il progetto di Confagricoltura Milano Lodi e centrali produttori di latte Lombardia, presentato oggi alla presenza del direttore generale della Confederazione Vito Bianco.
“Per garantire 1 litro di latte al giorno a tutti i bambini al di sotto dei 14 anni, l’Africa dovrebbe quadruplicare la sua produzione.” Lo ha detto il direttore generale della Confagricoltura Vito Bianco, intervenendo a Milano al progetto “1.1.2015 – Un litro di latte per ogni bambino africano, una filiera europea a norma; quale consumatore di latte nel terzo Millennio”.
Un’iniziativa voluta da Confagricoltura Milano Lodi e Centrali produttori di latte Lombardia che ha l’obiettivo di intervenire concretamente in varie parti del Pianeta, in particolare in Africa, per dare alle popolazioni le giuste opportunità di crescita attraverso l’alimento base della nostra vita, il latte.
“In pratica – ha spiegato il presidente di Confagricoltura Milano Lodi, Mario Vigo – si tratta di offrire conoscenze, formazione e know how per creare piccole stalle familiari, composte da 2-3 animali, dotate di attrezzature per la raccolta del latte”.
Sono circa 400 milioni i bambini africani con meno di 14 anni di vita. Anche ipotizzando di fornire 250 cc di latte al giorno, occorrerebbero 100 mila tonnellate al giorno, ovvero 36,5 milioni di tonnellate l’anno. Una cifra vicina all’attuale livello di produzione di latte del continente africano (33,4 milioni di tonnellate di cui tre quarti latte bovino).
“Senza contare – ha aggiunto il direttore generale Bianco – che nel 2050 la popolazione africana dovrebbe raggiungere una cifra compresa tra i due e i 3,2 miliardi di persone. E che il continente è il più giovane del Pianeta, con circa il 41% della popolazione che ha un’età da 0 a 14 anni”.
L’Africa rappresenta il 15% circa della popolazione mondiale, ma produce meno del 5% del latte del mondo. Sembra quindi condannata all’import, anche perché il trend di consumo procapite è in crescita (tra il 2 ed il 2,5% in media per anno di aumento da qui al 2030).
“Una situazione inaccettabile – ha detto Vito Bianco -; e, per quanto ambizioso possa apparire questo progetto, dobbiamo invertire la tendenza che vede i Paesi in Via di Sviluppo dipendere sempre più dalle importazioni”.
“Un conto sono le azioni umanitarie di emergenza – ha continuato -; altro è lavorare per prevedere a medio lungo termine un’offerta allineata alle esigenze dei consumatori, di tutto il mondo. Un’offerta di sicurezza alimentare, in senso quantitativo e qualitativo, cui tutti, settore pubblico e settore privato, dobbiamo mirare con azioni congiunte e coordinate”.
Il progetto presentato oggi a Milano cerca proprio di coniugare le ragioni dell’emergenza con quelle della programmazione, in una visione anche di “solidarietà delle conoscenze” che prevede un trasferimento di know how dal nostro sistema produttivo a quello di altre realtà internazionali.
Senza tacere delle necessità di un miglioramento costante della qualità e delle produzioni che si consegue con la scienza. La ricerca applicata per produrre innovazioni tecnologiche di cui anche settori evoluti come il lattiero-caseario italiano hanno bisogno.
“Per questo – ha concluso il direttore generale della Confagricoltura – è essenziale, come si prefigge il progetto, incrementare la produzione in loco di latte, con unità di produzione che potranno utilizzare vantaggiosamente il trasferimento di conoscenze da parte dei nostri operatori, in termini di materiale genetico, tecniche di produzione, macchinari etc. Oltre che fungere da utili esempi pilota per riprodurre il modello di una zootecnia razionale e funzionale alle esigenze del territorio”. fonte viniesapori.net


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