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Le buone notizie sono come le ciliegie…

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Le buone notizie sono come le ciliegie, una tira l’altra, e sembra proprio che siamo nella stagione giusta per entrambe. Qualche giorno fa sono stato ospite ad Alba, patria del tartufo ma anche del festival della Comunicazione. www.festivaldellacomunicazione.it/
E che ci sia qualcuno che faccia della comunicazione un festival è già una buona notizia. Ho parlato, insieme a una psicologa e una scrittrice, dell’importanza della lettura, ma sotto un aspetto particolare.
Non quella che facciamo a letto o sotto l’ombrellone, ma quella che i genitori dovrebbero fare nei confronti dei propri figli. Leggere loro la sera, magari solo una volta alla settimana, una favola, un racconto, qualche pagina di libro, condividere dei momenti insieme, fare capire al proprio figlio che è una persona per la quale vale la pena rinunciare a un po’ di mignotterie varie che ogni sera sono propinate da mamma tivù. Così ho citato “GoodNews”, mi è venuto spontaneo parlare di un portale dedito alle buone notizie, e molte persone in sala sono rimaste dapprima incredule, poi via via sempre più interessate. Perché non è vero che mostrando le “buone notizie” si nasconde una brutta realtà, ma si fa capire, ai nostri figli in primo luogo, che al mondo esiste dell’altro, oltre alle guerre, agli stupri e alla corruzione. In modo che, come ho avuto occasione di dire, capiscano che “la buona notizia” dovrebbe essere la norma, mentre “la cattiva notizia” l’eccezione. In modo anche che in presenza di queste ultime nasca l’indignazione, ci si scandalizzi, non siano considerate come norma e regola di questo mondo. I presenti hanno applaudito, non me, ma questa considerazione, e questa è un’altra buona notizia. E’ vero anche che le “cattive” notizie sono, come dice la parola stessa, “accattivanti”, come lo è un incidente stradale, che ci fermiamo passivamente a guardare o un omicidio che ci tiene inchiodati davanti allo schermo. Ma come spiegano gli psicologi, ne restiamo “affascinati” non perché siano “belli” ma solo perché ci inducono a considerare quanto siamo fortunati noi a non essere le vittime. Un atteggiamento di paura, di difesa, passivo. Con la “buona notizia” invece diventiamo noi i protagonisti. E’ una questione di scelte, in conclusione: cattivo è passivo, buono è attivo. Una buona notizia da diffondere. Carlo A. Martigli

Carlo A. Martigli, autore di numerosi romanzi e saggi, nella sua attività parallela di consulente editoriale ed editor professionale, si occupa della valutazione e della eventuale pubblicazione di opere letterarie, anche di nuovi autori. Le opere di maggior interesse riguardano la narrativa commerciale, la saggistica di largo consumo e il graphic novel, con un’attenzione particolare a standard di qualità per originalità e stile. PER MAGGIORI INFORMAZIONI http://blogone.eu/carlomartigli/


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