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ONU: con OBAMA America eletta consiglio diritti umani

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NEW YORK – Nuova svolta dell’America di Barack Obama sul fronte delle istituzioni multilaterali: gli Stati Uniti sono stati eletti oggi nel Consiglio per i diritti umani, un organismo dell’Onu con sede a Ginevra apertamente boicottato negli anni scorsi dall’amministrazione Bush. Hanno votato a favore dell’ingresso di Washington 167 paesi su 192 membri dell’Assemblea generale. Gli Stati Uniti continuano a mantenere riserve nei confronti del Consiglio, ma da oggi si impegnano a “lavorare dall’interno del Consiglio con una vasta sezione dei suoi membri per rafforzarlo e riformarlo”, ha detto l’ambasciatrice all’Onu, Susan Rice, con cui si è subito congratulato il rappresentante permanente italiano, Giulio Terzi: “Ho confermato la nostra disponibilità a collaborare anche sul piano bilaterale all’interno del Consiglio, per il quale proprio oggi l’Italia ha annunciato la candidatura per il periodo 2011-2014”.
Quello di Obama è il segnale di una svolta. L’elezione di Washington era ampiamente scontata dal momento che il gruppo occidentale aveva espresso tre candidati per tre seggi: oltre agli Stati Uniti, Belgio e Norvegia, eletti rispettivamente con 179 e 177 preferenze. Fanno parte del Consiglio per i diritti umani 47 paesi. Gli Stati Uniti sono una delle 18 nazioni elette oggi assieme a Cina, Cuba e Arabia Saudita, tre paesi nel mirino degli attivisti per i diritti umani. In due gruppi regionali – Africa e Europa Orientale – l’elezione è stata contestata: per l’Africa il Kenya non è stato eletto mentre sono entrati Camerun, Gibuti, Mauritania e Senegal. In Europa Occidentale l’Azerbaijan ha perso a svantaggio di Russia e Ungheria. Eletti anche Bangladesh, Giordania, Kyrgyzstan, Messico e Uruguay. La svolta americana era stata annunciata dal segretario di Stato, Hillary Clinton, all’inizio di aprile come segno di una “nuova era di impegno” con altre nazioni “per far progredire gli interessi degli Stati Uniti” nel mondo. “I diritti umani sono un elemento essenziale nella nostra politica estera”, aveva detto la Clinton: “Ci impegneremo con altri paesi per migliorare il sistema dei diritti umani e far avanzare la visione della Dichiarazione Onu sui Diritti dell’Uomo”. La decisione era stata duramente criticata dai conservatori: “E’ come salire sul Titanic dopo che ha urtato l’iceberg”, aveva commentato John Bolton, nel 2005 e 2006 ambasciatore all’Onu di Bush. Critiche erano arrivate anche da associazioni ebraiche, come l’AntiDefamation League e il centro Simon Wiesenthal, secondo cui l’unico paese che finora si è attirato le bacchettate ripetute del Consiglio è stato Israele: altre nazioni, dalla Cina al Sudan, l’hanno fatta franca. Gli Stati Uniti occuperanno il seggio con mandato triennale. Nel Consiglio dei Diritti Umani non esiste il diritto di veto come è prerogativa Usa (assieme agli altri membri permanenti, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina) in Consiglio di Sicurezza. Il Consiglio per i Diritti Umani è stato istituito nel 2006 per sostituire la Commissione per i Diritti Umani, organizzazione screditata a causa della partecipazione di paesi all’indice come Zimbabwe e Sudan. fonte ansa

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