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Casalinghe? Come astronauti! Un test estremo contro stress e solitudine

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Sei astronauti isolati dal mondo esterno per più di tre mesi potrebbero fornire una soluzione per combattere lo stress cui, tra l’altro, sono sottoposte le casalinghe, spesso sole in casa per molte ore, e chi svolge lavori in condizioni estreme come i pompieri. Così i ricercatori del pisano Centro Extreme, team multidisciplinare composto da ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna, dell’Università e dell’istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa sintetizzano lo studio Ares, finanziato dalla Regione Toscana, nell’ambito del progetto Mars 500, che fornirà risposte all’avanguardia sugli effetti dello stress sull’asse cuore-cervello-polmoni.

Rientrati dalla Russia dopo la serie di esperimenti su questo gruppo di volontari isolati per cento giorni all’interno di una navicella spaziale in grado di simulare il viaggio dalla Terra verso il Pianeta Rosso, i ricercatori sono ora impegnati nello studio dei risultati. «Il confinamento forzato negli angusti spazi del simulatore marziano – spiega Angelo Gemignani, ricercatore del dipartimento di fisiologia e biochimica del Cnr – ha generato risposte fisiche e psicologiche differenti negli astronauti messi alla prova. Il monitoraggio di tali risposte consentirà di saperne di più circa la reazione psicofisica dell’organismo umano allo stress generato da condizioni estreme e, soprattutto, di valutare possibili applicazioni terapeutiche su vasta scala». Tali soluzioni avranno ricadute positive non solo sugli equipaggi delle missioni spaziali ma anche, più in generale, su tutta la popolazione.

«Il nostro obiettivo – afferma Antonio L’Abbate, professore ordinario alla Scuola Superiore Sant’Anna e direttore del Centro Extreme – è quello di riconoscere e studiare i soggetti vulnerabili durante le performance estreme, per arrivare in ultima analisi a mettere a punto delle misure correttive».

La Regione Toscana guarda con interesse a questo progetto che «riunisce i migliori ricercatori nelle diverse discipline, facendoli cooperare per raggiungere un obiettivo che li collega a una più grande iniziativa condotta a livello internazionale, ossia la missione Mars 500», come spiega Eugenio Baronti, assessore all’università e alla ricerca della Regione Toscana.

Aggiudicatosi il primo posto nella selezione avviata dall’Agenzia spaziale italiana, il progetto pisano studia le modifiche dell’onda cerebrale Sleep Slow Oscillation dovute allo stress. Tale onda sostiene tutte le altre nella fase più profonda del sonno, garantendo il benessere.

«Il Centro Extreme – precisano Gemignani e L’Abbate – sta dimostrando che su alcuni atleti, dopo una performance che fa salire lo stress, la Sleep Slow Oscillation diminuisce o scompare, alterando le proprietà ristoratrici del sonno. Solo il ripristino di quest’onda permette di recuperare il benessere». fonte regione toscana