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Al di sopra dei tre regni

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Qualche breve riflessione sull’intero nostro pianeta e sui suoi variegati abitanti.

Immaginiamo di essere a bordo dello Shuttle, e con un grande telescopio zoomiamo qua e la per osservare e comprendere concetti che forse solo dall’alto possono essere capiti…
Ci sono cose che non possiamo vedere, eppure esistono; allo stesso modo ci sono cose che non possiamo toccare, eppure esistono… e suoni che non possiamo udire, eppure sono percepiti perfettamente da altre creature.
Il macrocosmo e il microcosmo si aprono davanti a noi mostrando quel parallelismo inquietante che illumina e oscura le conoscenze acquisite.
La fisica moderna ci pone davanti a paradossi che la mente non riesce a razionalizzare.
Sotto i nostri occhi scorrono montagne, foreste, animali, e ancora più da vicino pietre, fiori, creature viventi che si spostano a intermittenza. Tutto sembra casuale, ma nello stesso tempo pare ubbidire a un’unica forza superiore che dispone il caos secondo un criterio preciso, rispettando uno spazio che muta assiduamente e un tempo, discontinuo quanto illusorio, che non rispetta nessun orologio. In un silenzio cosmico meraviglioso e angosciante.
Osserviamo. Dal sasso più insignificante al diamante più prezioso, il regno minerale ci appare freddo, privo di vita; imponente nelle sue cime innevate, statico nei deserti, ma senza anima, ancorato alle rigide leggi di gravità che lo vincolano all’immobilità.
Accarezziamo con lo sguardo un muschio vellutato fino a perderci tra le chiome di una quercia le cui foglie ondeggiano armoniose sospinte dal vento! Il regno vegetale, sembra cercare il sole, si protende verso la luce; le piante nascono, crescono, muoiono e rinascono dallo stesso seme che è nel loro frutto. Strappando alla terra i minerali e trasformandoli in linfa vitale che a sua volta si trasforma in aria pura.
Scorgiamo gli animali: dal minuscolo copepodo che popola il plancton, allo scimpanzè. Osserviamoli come si muovono, nelle svariate forme della loro specie, e come si comportano seguendo i loro istinti: gli uccelli, che migrano nei cieli infiniti sicuri della loro meta, i pesci che risalgono la corrente senza chiedersi un perché, i leoni che predano nella logica della sopravvivenza, seguendo richiami ancestrali a cui si adeguano perché così è scritto nel loro codice genetico.
Lo studio dell’evoluzione della vita dunque, sembra indicarci una direzione, dai sistemi più semplici a quelli più evoluti e questo avviene nell’insieme dei regni e nell’ambito delle singole specie.
La pietra sta immobile, la pianta cresce, l’animale si muove. Ma l’uomo? Possiamo identificarlo come abitante di un ipotetico quarto regno?
Nell’uomo si concentrano le forme e le forze della natura. Le rocce e i cristalli diventano ossa, la linfa delle piante scorre come sangue, i movimenti degli animali diventano movimenti razionali, governati dal pensiero. L’uomo racchiude in sé il regno minerale, come il ferro nel sangue, il calcio nelle ossa, percepisce l’ambiente che lo circonda attraverso i sensi e come gli animali, ha i nervi e gli arti per muoversi. Con loro condivide gli impulsi primordiali: il bisogno di cibarsi e di accoppiarsi, di curare la prole, difendere il territorio e la posizione gerarchica.
Ma in lui, l’intelligenza divina che riempie l’universo si accende come Coscienza e si esprime nel momento in cui inizia a chiedersi il perché della vita.
Purtroppo, oggi, la maggioranza delle persone, è talmente presa dalla materialità della vita, che ha perso di vista la sua natura divina, e così un uomo pensa di essere giunto al suo traguardo, solo se avrà ottenuto denaro, successo, felicità, amore.
Ripensiamo alla nostra infanzia; ai nostri timori, alle incomprensioni, ai desideri. La memoria ci mostrerà l’immagine di un essere assai diverso da ciò che siamo ora. Avremo il più delle volte l’impressione di trovarci di fronte a un estraneo che per certi versi ci somiglia e per altri ci farà sorridere: non siamo più quella persona e il ricordo del passato ci apparirà a tratti sbiadito a tratti nitido a seconda di ciò che la memoria avrà estrapolato.
Abbiamo compiuto un’intera orbita intorno alla terra e siamo di ritorno. L’impatto con l’atmosfera, ci riporta a una “normalità” che non ci è più tanto congeniale. Alice alias Patrizia Remiddi

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