Una cura contro l’Alzheimer sperimentata una molecola che blocca la proteina “killer”

Una speranza di cura contro l’Alzheimer. In un piccolo studio condotto da un team dell’University College di Londra, il farmaco CPHPC si è dimostrato in grado di rimuovere dal sangue dei pazienti la proteina amiloide sierica (Sap), sostanza chiave nei meccanismi all’origine della grave malattia neurodegenerativa. Non solo: dopo tre mesi di terapia, la proteina ‘imputata’ è letteralmente scomparsa dal cervello dei 5 malati reclutati. Il tutto senza effetti collaterali. La ricerca, coordinata da Mark Pepys, è pubblicata su ‘Pnas. Gli esperti accolgono i risultati con ottimismo, ma ritengono necessari studi nuovi e più ampi per confermare i dati.

Gli scienziati britannici si aspettavano l’efficacia del farmaco nel ‘ripulire’ dalla proteina Sap il sangue dei pazienti, ma la scomparsa della sostanza dal cervello dei malati li ha decisamente stupiti, spiega Pepys. CPHPC è già stato utilizzato in persone colpite da altre malattie, e anche in questi casi si è dimostrato ben tollerato. Tra i punti di forza della molecola c’è infatti un’elevata selettività: la sua azione anti-Sap è specifica e il farmaco non interagisce in alcun modo con le cellule.
I benefici riscontrati, uniti alla completa sicurezza, “supportano con forza l’opportunità di avviare nuovi trial – dice Pepys – per verificare se un trattamento a lungo termine con CPHPC protegge i malati di Alzheimer dall’inesorabile declino mentale legato alla patologia”. I risultati del mini-studio britannico sono “eccitanti”, commenta alla Bbc online la responsabile ricerca dell’Alzheimer’s Society, Susanne Sorensen, “ma è troppo presto – avverte – per dire quanto questo farmaco potrà davvero aiutare i malati”. Anche Rebecca Wood, dell’Alzheimer’s Research Trust, dichiara “cauto ottimismo”, nonostante le piccole dimensioni del trial. “C’è un disperato bisogno di nuovi trattamenti anti-Alzheimer – evidenzia – ed è possibile che questa piccola molecola possa essere un candidato futuro” per lo sviluppo di cure efficaci contro il morbo.  fonte rainews24

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