Neuroni specchio ci aiutano a capire gli altri

I neuroni dello spazio personale
I neuroni specchio si accendono in modo diverso a seconda se qualcuno si trova all’interno o all’esterno del nostro “spazio personale”: in altre parole, il cervello tiene conto del nostro raggio d’azione quando scegliamo come comportarci. A suggerirlo su Science di questa settimana è il gruppo di Giacomo Rizzolatti, lo scienziato che i neuroni specchio li ha scoperti.
Lo studio allunga la lista delle funzioni di queste cellule, cui si dovrebbe, quindi, non solo la capacità di stabilire un contatto empatico con gli altri, di comprendere i loro gesti (La babele dei gesti e di imparare per imitazione (Scimmiottando si impara), ma anche la scelta della reazione più appropriata, a seconda della distanza a cui si svolge l’azione osservata.
Già nel 2005, un altro studio su Science aveva mostrato diversi ruoli dei neuroni specchio, in particolare quello di collegare un’azione a un oggetto, funzione che per i ricercatori è alla base dell’evoluzione del linguaggio umano (Dai Gesti alle parole) e, forse, legata alla fede religiosa (La fede è nel lobo laterale).
Vittorio Caggiano e colleghi dell’Università di Parma, insieme ad Antonio Casile dell’Hertie Institute for Clinical Brain Research presso l’University di Tübingen (Germania) hanno ora scoperto che i neuroni specchio “decodificano” anche la distanza a cui si svolge un’azione.”Volevamo capire – riportano i ricercatori nell’articolo – se i neuroni specchio svolgono altri ruoli rilevanti per la scelta del comportamento. Per verificarlo abbiamo analizzato gli effetti della distanza relativa tra l’osservatore (in questo caso due macachi, animali spesso usati nello studio dei neuroni specchio, ndr.) e chi compie l’azione. Sebbene, infatti, sia completamente irrilevante ai fini della comprensione dell’azione in sé, la precisa conoscenza della distanza è cruciale per scegliere la reazione più adeguata e calcolare la possibilità di interazione”.
In un primo test, i ricercatori hanno spostato la mano all’interno e all’esterno del raggio d’azione dei macachi e isolato i neuroni che reagivano al movimento nell’area della corteccia premotoria (nota come F5). Registrando l’attività di queste cellule, è emerso che i neuroni specchio si attivano in modo diverso nei due casi: circa la metà si accende quando l’azione è compiuta vicino alla scimmia, la parte restante si accende nel caso opposto.
Non solo: l’attivazione dipende anche dalla reale possibilità, per il macaco, di compiere a sua volta il gesto osservato. Se il ricercatore afferra un oggetto che si trova vicino alla scimmia, si attivano specifici neuroni specchio; ma se, lasciando invariate le distanze, si interpone tra i due un ostacolo (per esempio un panello), i neuroni che avevano reagito precedentemente non rispondono più alla vista del gesto del ricercatore.
fonte galileonet

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