“Che rumore fa la felicità?”

FELICITAUltimamente ho in testa questo ritornello, che per me non è semplicemente il titolo del brano dei Negrita, gruppo Pop / Rock che molti di voi conosceranno. Questo ritornello, mi dà lo spunto per scrivere un paio di riflessioni che ho fatto su ciò che sta a cuore ad ogni essere umano: “lo star bene…il sentirsi bene in pace con gli altri e con se stessi”.Qualcuno traduce, appunto, tutto questo con il termine “Felicità”, parola che quando la pronunciamo può portare qualcuno a sorridere ironicamente e di solito sorridono proprio quelli che ormai, più o meno consapevolmente, hanno rinunciato o si sono arresi nel fare qualcosa per essere felici, per vivere in armonia la loro vita. Ho notato che tendenzialmente le persone costruiscono la propria felicità prendendo cose dal mondo esterno e materiale oppure attribuiscono la loro felicità da come sono i loro rapporti con gli altri, quindi affidano completamente al di fuori di se stessi il loro star bene, il loro essere in equilibrio, le loro soddisfazioni, di conseguenza la loro felicità.
Il nostro sentirsi in armonia dipende anche dalla stima che abbiamo di noi stessi e di quanto siamo compiaciuti dai risultati che otteniamo nella nostra vita, dipende anche da come dirigiamo il nostro pensiero, ovvero su che cosa concentriamo la nostra attenzione.

Questi sono alcuni dei fattori principali, ma il livello di soddisfazione personale spesso è il risultato di una vita personale, di scelte personali e poiché esso costituisce un argomento individuale e molto interiore, nessuno può giudicare o misurare la felicità di una persona dalle apparenze esteriori.
Una persona può vivere in condizioni disagiate e può ciò nonostante proiettare od esternare un’apparenza di gioia, di felicità e di soddisfazione.
Un’altra persona può apparire triste e persino crucciata e abbattuta, se vai a vedere bene la vita di quella persona magari, alla maggior parte delle persone appare strepitosa in ogni sua parte. Ma per lui è una schifezza.

Per ottenere una felicità duratura, una cosa sicuramente necessaria è imparare a rapportarsi con il mondo esterno, imparando come interpretare meglio i fatti che succedono, o ciò che dicono le persone. Per fare questo è necessaria una maggiore conoscenza di se stessi perché non è tanto l’evento in se stesso, o le parole pronunciate da qualcuno che a volte ci vuole ferire, quanto la chiave di lettura che diamo noi a quanto accade a determinare il nostro stato d’animo.
Essere felici ha molto a che vedere infatti con la nostra intelligenza emotiva, e a come filtriamo la realtà, purtroppo molti di noi fin da piccoli non sono stati abituati a vivere pienamente le emozioni,
o gestirle ma a reprimerle, come se sentirsi o essere felici per un’oscura ragione potesse farci accadere qualcosa di brutto per ripareggiare i conti con gli altri che non lo sono altrettanto.

Vi potrà essere capitato di sentire pronunciata la frase: ” Quello là è una persona debole, perché è uno sensibile….” Una castroneria pazzesca, che porta magari quella persona sottoposta a questo tipo di giudizio a comprimere in se stesso le emozioni invece di abituarsi a viverle a dirigerle e ad accettarle con serenità.
Se dovessi rispondere alla domanda: “Che rumore fa per te Gianluca la felicità?” Personalmente non avrei dubbi, risponderei che la mia personale felicità ha lo stesso rumore del battito del mio cuore, quando sono con chi amo e sto dando e ricevendo amore, è questa la cosa che mi rende più felice al mondo e che mi spinge un pochino ogni giorno ad impegnarmi nel renderlo migliore.
Lupin alias Gianluca Del Tito

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