Il Grande Fratello ti sta guardando

“Quella che segue è una pozione magica preparata dal druido Panoramix, in grado di conferire una forza sovrumana a chi la legge”

Il racconto seguente è stato scritto a cura di Giancarlo Chesi, alias Panoramix…

Uno sconosciuto viaggiatore, in uno scompartimento di un treno che andava al sud, gremito di passeggeri insonnoliti, prese a raccontare ai compagni di viaggio un sogno che aveva appena fatto. Gli era parso che George Orwell, proprio lui, il grande anti-utopista, gli confessasse di pensare ad una nuova “fattoria degli animali” del ventunesimo secolo di cui gli aveva tracciato una sintesi. Considerando che talvolta i sogni sono premonizioni, lo sconosciuto viaggiatore aveva tremato al racconto e si era svegliato terrorizzato, augurandosi che si trattasse di un sogno apotropaico. In ogni caso era meglio stare svegli!
Questo è la descrizione del racconto che Orwell gli avrebbe fatto nel sogno e che egli a sua volta fece ai compagni di viaggio.

Il nuovo Grande Fratello orwelliano

Agli inizi del ventunesimo secolo l’immensa e inarrestabile intelligenza dell’uomo creò le ronde.

Le ronde, come rinate pattuglie dell’antica UNPA, invasero le notti italiane, segnando con croci ammonitrici le porte degli appestati progressisti e dei sospetti poveri untorelli libertari, preparando la strada ai turpi monatti…I crocchi dei nottambuli abituali, quelli che alle ore piccole della notte sono ancora a parlare di calcio e di donne intorno ai tavolini dell’ultimo bar ancora aperto (con il padrone che sbuffa e scuote la saracinesca perché casca dal sonno e vuole chiudere) o che, a bar chiuso, si appollaiano sugli scalini delle fontane, furono dispersi con persuasivi argomenti dialettici, dopo essere stati identificati e iscritti sugli appositi registri dei Sorvegliati Per Tendenze Centraliste Unitarie (acronimo difficile, anche per gli esperti titolisti ufficiali della Ripartizione “Denominazioni e Significati Federali” del Ministero per la Propaganda Verde). Niente armi, però, come prevedeva il Decreto Costitutivo: solo leggeri colpetti amichevoli sulle spalle e buffetti sulle guance.

Quei troppi maniaci della lettura notturna che, fino alle ore antelucane, chiusi nelle loro segrete stanze (dalle cui finestre, ancorché accuratamente serrate se inverno o peggio ancora provocatoriamente spalancate se estate, traspariranno fili o, ahiloro! fasci di luce), si attardavano con libidinosa pervicacia  sulle pagine dei loro libri (massimamente quelle di autori già messi all’indice dal  Neo Sant’Uffizio da Giussano: Eco, Augias e altri corruttori della stessa specie) venivano cortesemente ammoniti e invitati a desistere da tali insane abitudini, tipiche dei simpatizzanti della defunta sinistra, con grida sussurrate e lievi colpi di pertica sui vetri (alcuni dei quali, a causa purtroppo del loro scarso spessore, potevano talvolta infrangersi).

Ma in tal caso, l’Ufficio Rifusione Danni Vetri appositamente istituito presso le Prefetture provvedeva al rimborso, dietro presentazione di domanda,  conforme al modello regionale stilato sullo schema del Ministero delle Ronde a Affini, purché autenticata da notaio, preferibilmente laureato in Università consolidate e certificate UNI ( Varese, Lodi, Pontida, di recente istituzione governativa).

Le ronde, costituite da intemerati cittadini di provata “fede federalista” (felice e poetica ripetizione con allitterazione creata e voluta dal Segretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Diffusione della Cultura di Ritorno) circolavano, però con la massima discrezione, fra la folla che animava fiere e manifestazioni folcloristiche, ma anche bar, caffè, stadi, luoghi di spettacolo, raccogliendo, attraverso il fine udito dei componenti (selezionati anche, in base ad accurata visita medica, per la elevata capacità auditiva), elementi di sospetto nelle frasi ambigue pronunciate dai cittadini, che venivano comunicate all’Autorità Preposta alla Redazione del Codice dei Modi di Dire degli Oppositori.

L’OVRA Organizzazione Volontaria Registrazione Avversari, occulto braccio fiancheggiatore delle Ronde (ufficialmente disconosciuta dalle Autorità ma finanziata sottobanco con i fondi segreti del Dipartimento Feste, Lotterie, Elezioni Miss del Ministero Svaghi e Attività Ricreative) raccoglieva invece, e riferiva al Tribunale Imperscrutabile, le barzellette contro il Regime Verde che oppositori estemporanei subdolamente propalavano nei negozi di barbieri e parrucchieri per destabilizzare le Nuove Istituzioni.

Nel fervore di tutta questa attività di base, intanto, ai massimi vertici intellettuali si dibatteva animatamente sul nome da attribuire ai coraggiosi volontari delle ronde; in dottrina si discuteva vivacemente su due termini, “rondisti” o “rondaioli”, e la discussione ristagnava senza approdare ad una decisione. Questa stasi indecisionista innervosì il Presidente (per decreto presidenziale denominato poi, in tutti gli atti ufficiali “Capo dei Capi Capo Massimo”), che pensò di intervenire motu-proprio con un opportuno Decreto Legge (la stampa libera, agli ordini del Segretario alla Presidenza con delega alla Obbedienza Cieca e Assoluta, aveva già pronto il titolo da diffondere, “Decreto Vi Sovvien” abbreviazione di uno più completo, “Vi sovvien dice Alberto di Giussano” ritenuto troppo encomiastico nei confronti del precursore dell’Impero e comunque, ricordò qualche curioso di cose antiche, uguale ad un verso, frutto di un ignobile plagio, di una composizione pseudo-poetica di un tale che veniva detto “Vate d’Italia” in spregio al vero Vate, l’attuale Vate, il Capo dei Capi Capo Massimo. Fu però dissuaso, nella Suprema Decisione di emanarlo, dall’abile Consigliere Privatissimo, Eminenza Grigioverde, che dall’ombra in cui abitualmente viveva e in cui alimentava la sua immensa cultura, emerse sibilandogli in un orecchio il pensiero, tratto dalla suddetta immensa cultura ricavata da un articolo di giornale: “Mai confutare le opinioni empie, vanno soppresse con purghe lessicali: mancando le parole in cui pensarla, l’eresia si estingue” (parole di un teologo domenicano dell’Inquisizione cinquecentesca in Spagna). Il Decreto Legge in questione non fu pertanto emanato, ma il Capo dei Capi Capo Massimo, messo sull’avviso dalle sante parole del teologo, ne stava facendo elaborare un altro, redatto da una apposita Commissione di Studio, “Commissione dei Venticinque ai Detti Proibiti”, in cui sarebbero state elencate tutte le parole utilizzabili per diffondere eresie rispetto alla politica governativa, parole che sarebbero quindi successivamente cancellate dal vocabolario. Alcuni dissidenti interni, però, paventavano che, data l’immensa mole di parole da censire, i membri della Commissione potessero non avere vita sufficiente alla bisogna e che quindi l’incarico di Commissario andasse, con trasmissione ereditaria, ai discendenti diretti, con grave vulnus alla democrazia elettiva e rappresentativa.

Nel frattempo un vecchio e insigne professore di letteratura nei Licei dell’”Ancien Régime Unitario” (prontamente epurato e inviato a fare il bidello in una Scuola Professionale Federale della Valtrompia) aveva avuto l’ardire di intervenire nella discussione sul nome, ricordando che l’epiteto letterario di Rondisti veniva attribuito ai fondatori di una importante rivista letteraria del novecento (una inutile rivista letteraria di epoca pre-federalista, piena di fanfaluche, abusivamente intitolata “La Ronda”, corresse subito il Segretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Diffusione della Cultura di Ritorno).

A seguito di questa segnalazione (risultata inutile perché subito il Ministero della Informazione Disinformata informò di sapere già tutto, stando appunto per intervenire) i fondatori del suddetto giornalastro, tali Riccardo Bacchelli, Vincenzo Cardarelli, Emilio Cecchi e altri ignoti (noti per la cultura passatista propagandata), furono immediatamente ricercati dalla PIVASBEG , Polizia Involontaria Verde A Strisce Bianche E Gialle, che del resto già da tempo sospettava di loro ed era quindi sulle loro tracce e al più presto avrebbe posto FINE alla loro attività sediziosa.

Con l’occasione è da ricordare la meritoria azione svolta dalla PIVASBEG , Polizia Involontaria Verde A Strisce Bianche E Gialle, fortemente voluta e realizzata in tempi eccezionalmente brevi dal responsabile del Ministero alle Attività Protettive con l’arruolamento, illic et immediate, di ignari ma poi entusiasti passanti trovatisi in quel momento davanti alla sede del costituendo corpo di polizia. Quanto alle inusuali strisce bianche e gialle sull’istituzionale colore verde, esse furono dovute ad un improvviso lampo di diplomazia che illuminò la fervida mente del titolare del ministero: si trattò di un atto di rispetto e amicizia (per gli avversari in malafede fu bieca “captatio benevolentiae”) nei confronti di quella superpotenza mondiale che risiedeva sulla riva destra di un cosiddetto fiume che attraversava allora la città capitale del PUL, POTERE UNITARIO LADRONE, superpotenza che il Capo dei Capi Capo Massimo, ritenne sempre opportuno non molestare mai con atti e fatti a lei sgraditi (anche personalmente infatti si dichiarò sempre osservante delle sue leggi, avendo avuto cura di far cancellare da tutte le cronache certi suoi precedenti atti che avrebbero potuto insinuare sospetti).

In realtà quel fiumiciattolo era un emissario che traeva le sue scarse e limacciose acque dal SACRO LIMPIDO E POTABILE PADRE PO attraverso un percorso che ignobili antichi cartografi, prezzolati dal PUL, POTERE UNITARIO LADRONE, avevano proditoriamente cancellato dalle carte, violentando così la verità geografica e storica, quella verità che fu poi restituita alle genti quando fu completata l’annessione di tutte le terre poste aldilà della cosiddetta Linea Gotica e furono colonizzate, inviando a civilizzarle onesti valligiani e robusti abitanti di masi dolomitici.

Infine, non progredendo la querelle sul nome da attribuire agli eroici volontari delle Ronde, il Capo dei Capi Capo Massimo ruppe gli indugi e incaricò ufficialmente la Suprema Commenda dell’Accademia del Cruschello e della Polenta Taragna, supremo organo restitutore e custode della antica e gloriosa lingua verde, di dirimere in modo assoluto e definitivo, la vexata quaestio. La Commenda, nella Sua illuminata saggezza, delegò, per competenza, la Commissione “Ad Restituendam Linguam, che, a sua volta, trasmise gli atti alla Prima Sottocommissione “Per Risciacquare i Panni nel Lambro”. Questa esaminò, consultò antichi documenti, ponderò, sentì il parere di esperti, discusse animatamente e infine emise l’insindacabile giudizio : RONDAIOLI.

Il popolo esultò e i Rondaioli poterono finalmente stampare i loro biglietti da visita e furono pronti a mettersi in movimento.

A Gusmate di Sopra, Gusmate di Sotto e Gusmate di Mezzo, invece, le Ronde erano già in movimento: un rapido sopraluogo alle principali bettole per verificare, con personali comparazioni, eventuali presenze di tassi alcolici inferiori alla norma nei frequentatori autorizzati (regolarmente registrati presso il Catasto Bevitori Verdi), fra i quali avrebbero potuto però celarsi squadre d’assalto dei PAA Pericolosi Agitatori Astemi; il rapido sopraluogo, poi via! verso le altre operazioni di routine.

La gestione dei Verbali Giornalieri Rondaioli, emessi al termine di ogni TDR Turno Di Ronda fu regolata dall’apposito Decreto Legge “Ronde e Rondini a Primavera (licenza poetica presidenziale.n.d.r).” emanato motu-proprio dal Capo dei Capi Capo Massimo, con l’imprimatur del Consigliere Privatissimo, Eminenza Grigioverde, che, spigolando nella sua immensa cultura, non trovò niente in contrario in nessun giornale.

Con lo specifico comma 2 ter dell’art. 24 del Regolamento Finale di Attuazione, tramite un emendamento inserito poi con sublime magnanimità personale dal Capo dei Capi Capo Massimo, fu stabilito che quotidianamente il migliore dei Verbali Giornalieri Rondaioli venisse premiato con la pubblicazione su “La Domenica del Corriere Verde” e recitato nel grande talk-show televisivo serale a reti unificate “Tutte le donne del Capo dei Capi”, a turno, dalle più vistosamente brave studentesse del Corso Propedeutico alla Carriera di Ministra Con Abbondante Portafoglio, in adeguato abbigliamento ridotissimo, onde dimostrare al popolo quanto l’Esecutivo tenesse in considerazione l’invito del Governatore della Banca Nazionale del Dio Po ad una oculata gestione economica, stante l’attuale grave disavanzo di bilancio, dovuto, come recitava opportunamente l’Articolo Unico del Decreto Legge Presidenziale Autonomo, “… alla improvvida e allegra politica di inutile assistenza sociale posta in essere dai precedenti governi.”

Quanto al sopracitato emendamento premiale del Decreto legge sulle Ronde, tale emendamento fu voluto esplicitamente dal Capo dei Capi Capo Massimo, senza il parere del Consigliere Privatissimo, Eminenza Grigioverde, che però ebbe a obbiettare per una sospetta incostituzionalità, provocando l’immediata Reazione Presidenziale che provvide immantinente a modificare, motu-proprio, l’articolo della Costituzione che poteva dar luogo, con interpretazione estensiva da parte della solita opposizione preconcetta, a sospetti di incostituzionalità.

Sublime prova di sensibilità democratica! osannò tutta la stampa libera, accogliendo liberamente l’ordine del Segretario alla Presidenza con delega alla Obbedienza Cieca e Assoluta!

Fu allora che, in uno slancio di generosità, il Capo dei Capi Capo Massimo, regalò al suo popolo l’ordine di invocarlo come GRANDE FRATELLO.

Caro amico lettore,
questo è un progetto aperto e accetta la collaborazione di chiunque abbia voglia di far circolare positività…
Inviaci le tue proposte (articoli, vignette, foto e video divertenti) e troverai una porta aperta dove far circolare le tue idee…POSITIVE!
Sostieni e diffondi l’unico e-magazine dedicato alle buone notizie e sorrisi!
Scrivi a: buonenotizie@goodnews.ws
Inserisci sul tuo sito un link al nostro www.goodnews.ws

Share This Post