Internet batterà la televisione entro il 2010

Secondo una ricerca commissionata da Microsoft, entro il prossimo anno passeremo più tempo sul Web che davanti alla Tv: i programmi arriveranno on demand sui telefonini, sulle console e sul Pc.
Il dominio della televisione quale principale mezzo di comunicazione in Europa durerà ancora poco più di un anno: poi sarà soppiantato dal regno di Internet. A sbilanciarsi in questo modo è Microsoft nel rapporto Europe logs on: Internet trends of today & tomorrow: nel giugno del 2010 Internet verrà usato, in media, per 14,2 ore alla settimana (pari a più di 2,5 giorni al mese) mentre la televisione si attesterà su 11,5 ore alla settimana (2 giorni al mese).
Ciò non significa, comunque, che spariranno i programmi televisivi, o che si userà soltanto il Pc: tenendo conto dell’evoluzione dei mezzi, si può predire che a cambiare sarà in realtà la loro fruizione.
Già ora, specialmente nella fascia d’età tra i 18 e i 24 anni, televisione e computer non sono separabili: il secondo è un mezzo per accedere on demand ai contenuti prodotti dalla prima. A mano a mano che la fusione tra i due media continuerà, si assisterà a una forte riduzione o scomparsa della Tv tradizionale, intesa come programmi da guardare in tempo reale, a vantaggio di Internet, intesa come contenuti che si possono guardare in ogni momento. Chi sperava quindi che il sorpasso di Internet sulla Tv significasse una trasformazione degli spettatori da fruitori di contenuti in soggetti attivi della comunicazione resterà forse un po’ deluso.
Il Pc e il televisore così come li conosciamo sono destinati a evolversi in apparecchi multifunzione mentre la fruizione di Internet – il canale attraverso cui passerà tutta l’informazione, anche quella televisiva – sarà spezzettata su smartphone, console per videogiochi, Mid, netbook e solo in piccola parte su Pc e televisori tradizionali.
In questo senso si può allora arrivare a dire che l’uso della televisione crescerà, anziché diminuire: sarà accessibile sempre e dappertutto, non sarà più dipendente dagli orari definiti nei palinsesti e giungerà agli utenti/telespettatori attraverso Internet. A quel punto anche il Web dovrà ridefinirsi: cambierà il modo di navigare in una Rete dove già ora i filmati costituiscono la forma di intrattenimento più amata dal 28% degli europei.
Il merito (o il demerito, a seconda che questa evoluzione sia vista positivamente o negativamente) della situazione che si creerà nel prossimo futuro andrà soprattutto alla diffusione della banda larga, che ha permesso di avere una connessione diretta e sempre disponibile: sono lontani i tempi dei modem, quando ci si collegava un paio di volte al giorno; ora tutti (o almeno quelli che non sono vittime del digital divide) sono permanentemente connessi sia che si trovino a casa, sia che si trovino in ufficio, sia che si stiano spostando.
L’anno scorso il 48,5% degli europei disponeva di una connessione a Internet e ogni settimana passava circa 9 ore sul Web; l’Italia si pone in linea con la media europea, media che però è ottenuta dall’incontro del nord Europa (dove la penetrazione di Internet è intorno al 70%) con il sud (dove è intorno al 40%).
In questo panorama non bisogna dimenticare poi l’importanza dei social network, significativi per gli inserzionisti pubblicitari più ancora che per gli utenti: in un mondo in cui non è più necessari restare davanti al televisore per seguire il proprio programma preferito occorre trovare nuovi modi per andare a caccia di consumatori là dove questi amano rifugiarsi. fonte zeus

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