“Focaccia Blues”, il panettiere che fece chiudere McDonald’s

La docufiction di Nico Cirasola “made in Puglia” presentata a Roma da Renzo Arbore
E’ ispirata alla storia accaduta ad Altamura dove una focacceria ha sconfitto il fast food

ROMA – La piccola focacceria che mise in crisi il colosso del fast food. Come in una favola, la genuina focaccia ha mangiato l’hamburger a stelle e strisce. E poiché si tratta di una storia realmente accaduta è diventata un film, Focaccia Blues, diretto dal pugliese Nico Cirasola, nelle sale dal 17 aprile (in dieci copie distribuito da Bunkerlab). Una lunga gestazione ha segnato le sorti di questo lungometraggio “made in Puglia” che mescola i fatti reali con i veri protagonisti di Altamura a una parte di fiction in cui appaiono anche Michele Placido, Nichi Vendola, Lino Banfi e Renzo Arbore, che ha presentato il film a Roma insieme al regista e agli ispiratori, tra cui il produttore e distributore Alessandro Contessa.

Tutto è accaduto qualche anno fa ad Altamura, località in provincia di Bari famosa per il suo pane e per le focacce. E’ lì, nel piccolo centro della Murgia, che il colosso McDonald’s ha aperto uno dei suoi ristoranti. Rispettando quegli stessi criteri di marketing che hanno imposto e diffuso il marchio in tutto il mondo. E quindi ignorando del tutto quel piccolo negozio, con una sola vetrina, di cui non acquisisce la proprietà. Quel locale è in mano a Luca Di Gesù che, armato di pane, focacce, pomodori e olio d’oliva, lentamente ma inesorabilmente è riuscito ad avere la meglio sul colosso costringendolo a chiudere.

Alla vicenda narrata dagli abitanti del paese si affianca la favola d’amore tra il fruttivendolo Dante (Dante Marmone) e Rosa (Tiziana Schiavarelli), sua cliente abituale, affascinata dal direttore del fast food, Manuel (Luca Cirasola). Ci sono poi le incursioni di Renzo Arbore e Lino Banfi, protagonisti di un divertente duello di “telecucina” a colpi di specialità pugliesi come i funghi cardoncelli e il “lampascione”, di Michele Placido nei panni di un proiezionista cinematografico e di Nichi Vendola, combattivo esercente di una piccola monosala.

Frutto di due anni di lavoro la docufiction “vuole raccontare il rispetto per la diversità, un ritmo diverso di vita” ha detto il regista. “Con Focaccia Blues e la sua filosofia – spiega Onofrio Pepe, uno degli ispiratori del film – vogliamo arrivare alla Casa Bianca. D’altronde Obama l’abbiamo già sentito parlare a un congresso negli Stati Uniti, durante un nostro viaggio per promuovere i prodotti pugliesi, e ci ha conquistato. Dalla sua amministrazione ci hanno chiesto anche dei semi per l’orto di Michelle”.

Per Arbore la storia di Focaccia blues è una riprova che “non saremo divorati dal cibo di cellophane”. Lo showman comunque dice di non avere nulla “contro i fast food, anche a me capita di mangiarci, soprattutto all’estero, come vado nei ristoranti etnici, e ho pusher di cibi pugliesi che mi riforniscono regolarmente”. Arbore, impegnato in un tour con la sua Orchestra italiana, azzarda un paragone tra cibo e tv: “Oggi in tutto il mondo, la televisione è fatta in serie, dominata da format e reality. E’ un po’ come il cibo da McDonald’s. Mi piacerebbe invece che l’Italia – ha aggiunto – il paese del gusto e della fantasia, fosse in grado di mostrare queste sue qualità anche attraverso la sua tv”.

La promozione del film andrà avanti nelle prossime settimane in diverse città dove sono stati organizzati e si organizzeranno eventi gratuiti e aperti al pubblico: degustazione di focaccia, esibizione di gruppi musicali e presentazione del trailer alla presenza del regista Nico Cirasola, del produttore Alessandro Contessa e della sceneggiatrice Alessia Lepore. Si comincia da Roma e si prosegue il 15 aprile a Torino, il 20 aprile a Firenze, il 27 a Bologna e poi Perugia, Caserta e tutte le città che vorranno aderire. Per saperne di più su feste e luoghi, basta andare sul sito FocacciaBlues . fonte repubblica

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