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L’Italia è in mutande? Togliamoci anche quelle!

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Laura Perego – Pornostar seminuda alla Borsa di Milano

MILANO  – L’ultimo grido di allarme per la crisi economica è arrivato oggi dalla Borsa di Milano dove a sorpresa una pornostar si è denudata, urlando slogan sui risparmiatori in difficoltà. Secondo quanto riferito dalla polizia, Laura Perego, 22 anni, è entrata intorno a mezzogiorno a Palazzo Mezzanotte, nel centro di Milano, dove si è svestita mostrandosi in slip e con una bandiera italiana dipinta sul corpo. Mentre gli uscieri cercavano inutilmente di fermarla, la pornoattrice, che ha già fatto parlare di sé irrompendo sul palco dell’ultimo festival di Sanremo, ha gridato slogan come “L’Italia è in mutande”. Dopo qualche minuto, la polizia è intervenuta e l’ha portata in Questura dove la donna è stata denunciata per atti osceni. news from Reuters Italia

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Un mio amico ha commentato: “…è semplicemente a caccia di pubblicità per vendere i suoi film porno e se fosse stata una casalinga a farlo ci avrei creduto…”

Un altro amico:…”fa sempre piacere vedere una bella ragazza svestita e poi ha fatto bene a manifestare…”

il mio commento: ” aldilà dai suoi personali obiettivi(veri o presunti), la trovo una forma di protesta esteticamente gradevole e un corpo nudo è anche un simbolo di purezza e chi se ne frega se fa l’attrice porno, sono altre le volgarità e prima fra tutte, il super  vergognosamente esagerato stipendio dei parlamentari italiani, in un Italia che non ce la fa… A suo tempo provocatoriamente proposi di mettere una regola nel parlamento Italiano…La nudità dei parlamentari! via l’eleganza, via gli abiti firmati, pura e semplice nudità in rappresentanza della verità!

Ma si, Spogliamoci tutti…

Il naturismo o nudismo è un movimento che si propone di promulgare un contatto con la natura privo di artificiosità e convenzioni sociali, promuovendo il rispetto per le persone, gli animali, e l’ambiente attraverso la nudità sociale in spazi privati o pubblici. Il naturismo non ha nei propri precetti originali componenti erotico-esibizionistiche. Numerosi termini (come ad esempio “nudità sociale”) sono stati proposti come sostitutivo dei due termini suddetti senza però assumere la diffusione dei precedenti.

Filosofia naturista.

I naturisti pensano che la nudità non sia né degradante, né immorale, né indecente, argomentando che il nudismo è uno stato naturale poiché l’essere umano è nato in stato di nudità.

Il naturista desidera vivere nel rispetto del proprio corpo, avendo cura della propria salute e apprezzando il contatto con gli elementi naturali. Tra i naturisti è altresì piuttosto comune la convinzione che l’esposizione del corpo nudo offra numerosi benefici alla salute psico-fisica, e permetta una migliore accettazione di sé stessi e degli altri. Nei centri naturisti è prevalente la presenza di famiglie e di persone di età matura, meno frequenti i giovani; nei luoghi dove è permesso ma non obbligatorio, gli uomini che lo praticano sono più delle donne.

L’aspetto storico più importante, è la connessione della nascita di questo movimento di pensiero e stile di vita con le istanze di Libertà (magari nell’ambito del socialismo anarchico), della reazione all’inurbamento selvaggio e disordinato (di cui parla magistralmente Jack London ne “Il popolo dell’abisso”) conseguente ad una rivoluzione industriale che aveva perso ogni controllo, la riscoperta di nuove forme di spiritualità (magari piuttosto confusa, ma di evidente reazione alle religioni istituzionalizzate “di stato”), di recupero del valore del corpo in connessione con la psiche correlato alla scoperta della psicanalisi (dalle prime insicure teorie freudiane sino ad arrivare a Jung ed a Lowen).

Tutto questo fa si che coloro che aderirono a questo movimento di pensiero fossero anche portatori delle istanze di “liberazione sessuale” di matrice psicoanalitica e socialista rappresentando la “reazione” alla repressione ufficializzata della sessualità perdurata dal primo medioevo agli inizi del ‘900, ma non certo che praticassero riti orgiastici come spesso s’è verificato in certe sette neo-pagane da tempi remoti sino ai giorni nostri!

Privo invece di qualsiasi rilevanza culturale è il naturismo (o meglio, il nudismo) modaiolo che si ripropone sui media all’inizio, ogni anno, della buona stagione, che anzi contribuisce a dare una visione quanto mai limitativa e distorta di questo movimento di pensiero. Qui si rimarca la sostanziale differenza tra “Naturismo” e “Nudismo”. Su un piano strettamente filosofico, inoltre, si potrebbe rimarcare una sostanziale differenza esistente tra l’essere “nudi” e “svestiti”. Pertanto la nudità, che abbiamo definito come non accidentale, ma voluta o comunque espressione culturale, è un’espressione integrale di corporeità e di vita. In questo specifico stato di nudità c’è una manifesta intenzione di massimizzare l’espressione corporea. Simbolicamente, a meno che ciò non sia conseguente a ragioni contingenti (quale la temperatura dell’ambiente, troppo bassa o troppo alta), l’indossare un abito equivale a l’indossare una maschera, e una maschera o nasconde o identifica un ruolo (quale le maschere da commedia e da tragedia greche, o le maschere rituali impiegate presso certi popoli).

Gli elementi centrali della filosofia Naturista sono così riassumibili:

* la riscoperta del valore del corpo in relazione anche al benessere psichico;
* una visione equilibrata della relazione tra corpo e sessualità;
* l’utilità psicofisica di una pratica sportiva o comunque di un regolare esercizio fisico;
* la riscoperta della “medicina naturale” e delle “medicine complementari” (così dette alternative), che, soprattutto, si rivolgono alla conservazione della salute e che allargano la visione terapeutica dalla patologia del singolo organo al recupero del benessere di tutto il corpo e della sfera psichica connessa, anche con la riscoperta e valorizzazione della fitoterapia, dell’omeopatia, della medicina etnica, dell’osteopatia, ecc.;
* correlatamente alla presa di coscienza della necessità di un miglioramento qualitativo dell’alimentazione, con la presa di coscienza dell’importanza degli alimenti integrali, dei prodotti dell’agricoltura biodinamica, della dieta vegetariana, ecc.;
* addirittura con la presa di coscienza della necessita di un cambiamento delle tecniche didattiche tradizionali per un migliore sviluppo della personalità (Adolphe Ferriere);
* la prioritaria necessità della tutela e del rispetto dell’ambiente tanto naturale che antropizzato;
* la necessità del recupero di forme di socialità e momenti di vita collettiva di alto livello qualitativo.

“Togliersi i vestiti” può essere una reazione anticonformista, una espressione di libertà, un atto di protesta od altro. Lo stare nudi in spiaggia od in casa può essere la ricerca di un benessere (dopo un primo momento di adattamento si ci avvede in maniera chiara del senso di benessere che si riceve dal contatto con l’aria libera e della libertà di movimenti che pian piano si acquista). Ma questo è solo un aspetto del Naturismo, il più eclatante secondo la visione comune, ma appunto è solo un aspetto di uno stile di vita e di un modo di pensare che implica una certa visione globale dell’esistenza e dell’Uomo.

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