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Energia elettrica dalle alghe

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Venezia, dalle alghe l’energia per il porto

L’ambiente lagunare è ideale per questa nuova tecnologia.
Per realizzare il progetto verrà costituita la società partecipata eNave. L’impianto sarà in grado di produrre 40 MW di energia elettrica a impatto zero. L’Autorità Portuale di Venezia ha presentato il progetto per la realizzazione di una centrale ad alghe che renderà autosufficiente il Porto di Venezia. Il progetto nasce dalla collaborazione con Enalg SrL che si occupa della progettazione, creazione e gestione di centrali elettriche secondo la tecnologia brevettata da Solena Group Inc. (Washington-Usa) e da Solena Biofuel (Alicante-Spagna). Per realizzare questo ambizioso progetto verrà costituita eNave, la società (partecipata al 51% da Autorità Portuale e al 49% Enalg SrL) che si occuperà di elaborare il progetto tecnico ed economico per l’avvio di una centrale che sfrutta il processo della fotosintesi delle microalghe.
L’impianto sarà in grado di produrre 40 MW di energia elettrica a impatto zero. ”Nel contesto attuale, l’attenzione per le politiche ambientali diventa un asset fondamentale per lo sviluppo di un porto moderno e attento all’ecosistema in cui si inserisce. Soprattutto in un territorio di elevato pregio naturalistico, come la Laguna di Venezia, i cui equilibri ecologici devono essere necessariamente preservati.Abbiamo accettato con entusiasmo la proposta di Enalg – ha dichiarato Paolo Costa , presidente dell’Autorità Portuale di Venezia – l’ambiente lagunare è ideale per questa nuova tecnologia in via di sperimentazione. L’obiettivo è di garantire l’autosufficienza energetica del porto di Venezia e, nel prossimo futuro, di guardare alla possibilità di fornire da terra l’energia alle navi ormeggiate in banchina”.
”Siamo di fronte a brevetti e tecnologie che potrebbero cambiare radicalmente le prospettive dell’energia da fonti rinnovabili. Partire da Venezia, con un progetto immediatamente fattibile, rende concreta la mission di Enalg: progettare e costruire nei prossimi 5 anni una decina di parchi tecnologici per la produzione di energia pulita, armoniosamente inseriti nell’ambiente”, ha aggiunto Willer Bordon, amministratore Unico di Enalg”.
Il progetto si inserisce nell’ambito della strategia del Porto Verde che prevede la realizzazione di piani energetici da fonti rinnovabili con il duplice obiettivo di riduzione dei costi energetici e autosufficienza del Porto e la riduzione delle emissioni di Co2. E’ in corso, inoltre, la progettazione di un parco fotovoltaico per una potenza complessiva di 32MW che, integrando l’energia prodotta dalle alghe, fornisca così un quantitativo di energia superiore al fabbisogno attuale del Porto, da immettere nella rete.

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Cibo ed energia dai fondali
Prime forme viventi, le alghe non solo testimoniano il nostro passato, ma rappresentano un’ancora di salvezza per il nostro futuro. Contengono in maniera concentrata tutte le sostanze nutritive necessarie all’organismo umano. Prima ancora che la Natura decidesse cosa fare del nostro pianeta, era l’ALGA. Tre miliardi di anni fa, immerse in un’atmosfera di gas irrespirabili, alcune microsfere fotosintetiche, poco più che batteri, alghe appunto, iniziarono una lenta ma inesorabile opera di trasformazione. Il sottoprodotto della fotosintesi clorofilliana, l’ossigeno, occupava allora meno dell’1% dell’atmosfera.
Con quest’opera instancabile, che tuttora continua, le alghe hanno potuto lentamente trasformare i gas atmosferici producendo aria respirabile e ponendo così le basi per l’evoluzione delle forme di vita superiori.
Da allora anche le alghe si sono evolute e specializzate in oltre 20.000 specie oggi conosciute, che si distinguono secondo la pigmentazione: Cloroficee (alghe verdi), Feoficee (alghe brune), Rodoficee (alghe rosse), Cianoficee (alghe azzurre).

Nel lago Klamath (Oregon) vive una micro-alga, l’Aphanizomenon flos aquae, che promette di migliorare le condizioni dei malati d’Alzheimer. Il lago viene a trovarsi in eccezionali condizioni climatico-ecologiche, un ambiente incontaminato ricchissimo di minerali, e rappresenta una risorsa ideale di vitamine e aminoacidi metabolizzati dalle alghe. Se la micro-alga del lago Klamath possiede una eccezionale completezza nutrizionale che si potrebbe sfruttare nei modi opportuni, il mare offre a sua volta una vastissima gamma di alghe commestibili (Arame, Dulse, Hijiki, Kelp…) note da secoli presso numerose popolazioni, per esempio i Giapponesi. Le alghe sono una valida fonte di vitamine e minerali. Si possono preparare in una gran varietà di modi, non solo nella cucina macrobiotica, che già usa farine di alghe. Queste piante sono aggiunte, per esempio, in minestre per lo svezzamento. Ma la popolazione del mondo che continua a crescere, oltre agli alimenti, chiede sempre più energia. Così ricercatori danesi hanno puntato la loro attenzione sul possibile uso delle alghe a fini energetici. Le prove condotte su Ulva lactuta, l’alga conosciuta come lattuga di mare e che in Giappone viene consumata come alimento, fornisce una biomassa per ettaro superiore di 700 volte di quella che si ottiene da una stessa area coltivata a grano, circa 10 tonnellate considerando tutta la pianta. L’alga è una grande colonizzatrice e copre ampie superfici dei fondali del Mar Mediterraneo e dei mari freddi, causando spesso , a causa del suo proliferare, problemi agli ecosistemi locali ed alle spiagge turistiche, che ne devono essere ripulite. Nel suo ambiente ideale la lattuga di mare, così come altre spesie simili, è una divoratirice di anidride carbonica, che intrappola grazie alla fotosintesi. Così ben nutrita, cresce velocemente , raddoppiando di volume in pochi giorni. Circa il 60% della biomassa così raggiunta, una volta essiccata, può essere ridotta nei suoi componenti più semplici – polisaccaridi – e convertita per via enzimatica in etanolo. La possibilità di realizzare coltivazioni di queste alghe per fini energetici, utilizzando le eccedenze di CO2 come fertilizzante, sono allo studio del l’Istituto nazionale per la ricerca ambientale (NERD-DM) danese.

Che le alghe si mangino in ogni angolo della terra è ormai risaputo, ma forse ancora pochi conoscono e riconoscono i sapori caratteristici e gli importantissimi valori nutrizionali che esse racchiudono. Sali minerali, oligoelementi, vitamine, aminoacidi, acidi grassi essenziali ….
Praticamente tutto quello che ci serve per star bene ad un bassissimo costo calorico ed un elevatissimo indice di digeribilità. Non solo sono commestibili per noi umani ma possono essere ancor più utili negli allevamenti e nelle colture a regime biologico, oltre che per i nostri animali domestici e le piante di casa.
C’è chi poi, semplicemente osservando le loro naturali caratteristiche, ha sperimentato con successo il loro utilizzo per la depurazione delle acque reflue. Le alghe, in simbiosi con i batteri, si nutrono dei nostri rifiuti organici, trasformandoli in biomassa ed ossigeno. Gia si producono petrolio e metano dalla biomassa algale, e ben presto, quando questo nuovo combustibile prenderà piede, con le alghe potremo produrre l’idrogeno in maniera pulita e sostenibile. Si intravedono ipotesi futuribili di sfruttamento su larga scala di una risorsa economica pulita e praticamente inesauribile. Già oggi, Compagnie multinazionali ne utilizzano alcuni elementi caratteristici (phycocolloidi) per le più svariate applicazioni, dall’industria chimica a quella alimentare.
L’industria farmaceutica e quella cosmetica trovano che parti più nobili delle alghe (vitamine, acidi grassi, etc.) siano specificamente indicate ai loro scopi. E l’uomo perpetua i suoi errori, smontando e rimontando la natura a proprio arbitrio con la presunzione di poterla migliorare, o semplicemente per colmare il vuoto di una vita troppo legata al suo valore materiale e quindi lontana dalla sua stessa essenza.
Le alghe, i nostri antenati geniali meritano quindi il rispetto che si deve ai patriarchi, che con la loro esperienza sono in grado di indirizzare i nostri passi verso la strada della consapevolezza, senza però volerne snaturare i principi, lasciando cioè il più possibile intatti gli equilibri naturali.
Per quanto riguarda la nostra salute possiamo trovare nelle alghe valide alleate per migliorarla.
Grazie al riequilibrio energetico indotto dall’assunzione regolare di piccole quantità di differenti qualità di alghe marine e microalghe, il nostro organismo può beneficiare di un considerevole apporto di “micronutrienti” proporzionalmente bilanciati ed equilibrati per far fronte a possibili carenze o sovraconsumi. La composizione biochimica della struttura algale è indice di quali possano essere gli imput positivi indotti dalla loro assunzione rispetto ai blocchi metabolici ed energetici che impediscono o limitano la funzionalità dei nostri organi . Lungi dall’essere medicine, le alghe sono però alimenti del tutto particolari, indicati principalmente per migliorare la funzionalità dell’apparato gastro-intestinale, per innalzare i livelli metabolici ed energetici, per favorire la circolazione dei fluidi organici, per depurare e disintossicare, per normalizzare la composizione ematica, per rallentare i processi degenerativi della senescenza.
Usate per l’alimentazione, per la cosmesi, in campo curativo, le alghe non hanno solo lo scopo di aiutarci a livello materiale, ma rappresentano il legame con una antica memoria inconscia, legata al mare nel quale la vita ebbe origine e dal quale possiamo attingere l’energia primordiale per ritornare alle origini, per avvicinarci all’assoluto.

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